







Ama il tuo cane fino all'ultimo giornodi Davide Acerbi . 22/06/2012 Il cane si era ripreso benissimo dall'operazione ma all'orizzonte è apparsa un'altra minaccia |
Mia madre se ne accorse per prima. Quando stirava, giù in garage, l’aveva quasi sempre ai suoi piedi. Kira, il nostro pastore tedesco, era parte della famiglia ormai da sette anni, una di noi a tutti gli effetti. In quell’inizio d’estate si era ripresa benissimo dopo l’intervento di asportazione dell’utero di poche settimane prima. Era affettuosa, viva, con tanta voglia di correre e di saltare. Sembrava tornata quella di prima. Ma mia madre aveva notato un po’ di affanno e a tratti lunghi sospiri, qualcosa non andava e decidemmo di farle dare un’occhiata.
Così un giorno la portai dal nostro veterinario, un amico che conosceva bene Kira. La visita fu approfondita e al termine venne il momento della lastra. Dopo qualche minuto potevo osservare la radiografia, dove il costato di Kira appariva nitido, con alla base una serie di nuvole bianche. Il veterinario rimase in silenzio qualche secondo e poi mi indicò quegli aloni: “queste sono metastasi”, mi disse con un tono che non conoscevo.
Il colpo fu duro. Ma Kira era allegra e giocosa, nonostante la prognosi severa di due o tre mesi di vita. Decidemmo allora di farle vivere al meglio il tempo che le restava. Arrivammo alla fine dell’estate e ancora ogni giorno erano corse nei campi, bagni nei fossi, passeggiate e coccole. Sembrava impossibile che mancasse poco alla fine. Ma poi il respiro di Kira divenne pian piano più affannoso e le corse sempre più lente. Ci trovammo quindi davanti a un bivio: lasciarla spegnersi giorno dopo giorno o mettere fine alla sua esistenza senza farle patire inutili sofferenze?
Prendemmo una decisione. Il veterinario, il mio amico, era freddo e sbrigativo. Il mestiere, credo, gli dettasse di agire così. Ero solo, triste ma sereno, consapevole che quello era un gesto d’amore verso Kira, il mio cane, amato dal primo all’ultimo giorno. La posai sul lettino e la strinsi tra le braccia sussurrandole le stesse parole ripetute per ogni vaccinazione: “non è niente, Kira, non è niente…”. Poi la vidi abbandonarsi e non ci fu argine alle mie lacrime.
Ero convinto di aver fatto la cosa giusta e lo sono ancora oggi. Ma il dolore che provai in quel momento fu estremo e cocente. Non avevo mai sofferto così tanto in vita mia. Grazie a Kira, quel giorno capii davvero cosa vuol dire avere un cane, cosa vuole dire amare e assumersi le responsabilità che da un affetto così grande derivano, inevitabilmente.
Ho voluto raccontare la mia esperienza su questo blog per ricordare il mio meraviglioso cane, ma anche per sapere se tra i nostri lettori ci sono anche altri che, come me, hanno fatto la stessa scelta e quali sentimenti, dubbi e speranze hanno vissuto. Un saluto a tutti i nostri lettori.
Davide Acerbi | data: 18 Aprile 2013, 15:12
Grazie Caterina, vedo con piacere che il mio racconto continua a essere letto anche a distanza di mesi. Ti ringrazio per il tuo commento, mi conforta sul valore della scelta fatta. Posso dire comunque che per ragazzi giovani come ero io all'epoca, vivere con un cane è un'esperienza molto formativa a livello di sentimenti e di consapevolezza. Ci si diverte moltissimo, ma quando emergono i problemi si diventa anche responsabili, seri. Posso dire a distanza di tempo che mi ha insegnato moltissimo. Grazie ancora, un saluto |
Caterina Valenti | data: 17 Aprile 2013, 19:32
Davide hai fatto la cosa più giusta per Kira.... purtroppo i nostri amici hanno la vita più breve della nostra...e poi quando sono malati senza speranza...perchè prolungare la loro sofferenza? Non è egoismo...è solo un ultimo atto d'AMORE verso di loro.....l'ULTIMO! Non ho ancora provato questa esperienza ma ti capisco...credimi! Certosina |
Davide Acerbi | data: 03 Agosto 2012, 14:36
Questa come avrete capito è una storia vera, verissima. Diciamo che prima di aver avuto Kira non avevo mai capito l'amore che si prova per un cane o un animale da compagnia. Per questo non ho mai più alzato gli occhi al cielo quando qualcuno mi raccontava della morte del suo cane o del suo gatto. E' un lutto vero e proprio, molto doloroso. Noi da allora non abbiamo più preso cani anche perchè io finivo gli studi e mamma non voleva avere altre pendenze, però abbiamo passato con Kira anni bellissimi e felici. Inoltre il fatto è che ogni cane è una persona. E un altro cane, che può dare amore a volontà, non sarà mai come il precedente. Concordo però con Valentina e Isa bisogna superare il dolore e rituffarsi nella gioia di avere un nuovo cane, magari anche adottato in un canile. Un saluto a tutti |
isa fiore | data: 01 Agosto 2012, 17:51
ciao, ti capisco bene, io ho un cane da poco e gli voglio un mondo di bene. La tua esperienza l'ho passata con la mia gatta Gemma, dopo 17 anni ci ha lasciati , le ho fatto fare l'iniezione e si è addormentata.....non c'era nulla da fare....sono cose che ti segnano e rimarrà sempre nei nostri cuori.(isa) |
Valentina Montalbetti | data: 12 Luglio 2012, 12:04
Anche la mia famiglia aveva un pastore tedesco, Kyra anche la nostra. All'età di 8 anni le è stata diagnosticata la lesione del midollo spinale e, giorno dopo giorno, ha avuto sempre più difficoltà a camminare nonostante tutte le cure. Purtroppo abbiamo dovuto fare la vostra stessa scelta: stava cominciando a soffrire poverina! Non dimenticherò mai l'espressione che aveva negli occhi mentre i veterinari le facevano l'iniezione. "Aiutami! Non voglio stare qua! Portami via!" sembrava dicesse. Penso di non aver mai pianto tanto in vita mia. I miei genitori hanno deciso di non avere più cani, io non ho resistito, e dopo 7 mesi ho deciso di diventare la compagna di vita di una meravigliosa bouledogue francese. Tra pochi giorni sarà l'anniversario della morte di Kyra, e nessuno di noi la dimenticherà mai. |
