







Come educare il cucciolo a stare da solodi Simona Cannas . 25/01/2010 Un po' di solitudine, se gestita bene, non può che rafforzare il carattere del nostro cane |
L’ansia da separazione è un disturbo che si caratterizza per una serie di sintomi ansiosi che il cane mette in atto quando si trova da solo, o quando è lontano dal suo proprietario o dal suo gruppo sociale.
Il cane con questo problema può abbaiare, ululare, piagnucolare, distruggere e sporcare in casa quando rimane solo. La sintomatologia può essere anche più varia: il cane può arrivare a leccarsi o mordicchiarsi insistentemente fino a ferirsi e, nei casi più gravi, può procurarsi notevoli danni nel tentativo di scappare dal luogo in cui è tenuto.
Fattori di rischio
Esistono dei fattori di rischio che predispongono allo sviluppo dell’ansia da separazione, come:
Inoltre potrebbe essere presente una predisposizione genetica, in quanto le diverse razze sono state selezionate per avere dei soggetti socialmente dipendenti dall’essere umano. L’ansia da separazione non ha limiti d’età e spesso si presenta in soggetti molto giovani e anche nei cuccioli.
|
Vuoi ricevere altre informazioni utili per la cura del tuo pet? Clicca qui e iscriviti alla nostra newsletter! Ogni settimana interessanti articoli su malattie, alimentazione, comportamento, eventi e tanti altri contenuti gratuiti per te! |
Attaccamento eccessivo
Si è vista una maggior frequenza dell’ansia da separazione nei cani provenienti dal canile o nei “trovatelli” nei quali le esperienze passate possono sicuramente aver giocato un ruolo fondamentale. Si è soprattutto notato che il problema si accentua in tutti i cani che manifestano un attaccamento eccessivo al proprietario, quelli cioè che tendono a seguirlo ovunque, a stargli sempre addosso e che sono invitati o sostenuti nel farlo dai proprietari stessi. Per questo è molto importante abituare il cucciolo fin da subito a una certa indipendenza e autonomia.
Educare all’indipendenza
Quando il cucciolo arriva a casa, per lui è tutto nuovo e sconosciuto: per questo sviluppa dei nuovi legami di attaccamento con i proprietari che diventano il suo punto di riferimento. Questo attaccamento è normale e necessario, ma non deve raggiungere dei livelli tali per cui il cucciolo risulti totalmente dipendente dal proprietario.
Innanzitutto occorre considerare che tutti i comportamenti (corretti e scorretti) che il cucciolo mette in atto e che vengono premiati (per premio si intende anche solo un’attenzione del proprietario) tenderanno a ripetersi.
La cuccia
I primi giorni sono fondamentali. Diciamo subito che è utile dedicare al cucciolo solamente una zona circoscritta della casa (per esempio la cucina), dove verranno posizionati la cuccia, le ciotole e i suoi giochi. Questo luogo deve essere visto dal cucciolo come il posto più bello dove poter stare.
Non rinforzare i cattivi comportamenti
Proprio perché, ogni comportamento che viene rinforzato tende a ripetersi, ogni volta che il cucciolo piange o abbaia, bisogna evitare di consolarlo: piuttosto è necessario ignorarlo completamente (non andare da lui, non parlare con lui, non prenderlo in braccio ecc.). Però, appena il cucciolo si mette tranquillo è importante andare da lui e gratificarlo con una coccola, o con un premio in cibo, con un gioco, ecc.
Abituare alla solitudine
È fondamentale cercare di insegnare al cucciolo che ogni tanto deve stare per conto suo, anche durante il giorno in presenza del proprietario. L’abitudine a stare solo deve essere introdotta in modo graduale e comincia proprio con l’evitare di guardare continuamente il cane e di rispondere a tutte le sue richieste di attenzione.
Più volte al giorno è utile chiudere la porta della stanza dove si trova il cucciolo. Per riaprirla quando il cucciolo è tranquillo, o lasciarla chiusa se si agita e piange. Infatti, se apriamo la porta nei momenti in cui il cane si lamenta, non faremo altro che dare un premio al cane per essersi agitato.
Piuttosto:
A casa da solo
Una volta che il cucciolo si è ambientato, dobbiamo abituarlo gradualmente a rimanere da solo in casa. Inizialmente sono sufficienti pochi minuti, poi si deve aumentare gradualmente questo periodo di tempo.
In questi casi è bene confinare il cane nella zona dove si trova la sua cuccia, eventualmente lasciandogli un gioco che gli piace particolarmente e che avrà solo in questa occasione. È di fondamentale importanza uscire di casa senza dare al cucciolo troppe attenzioni.
Perciò, prima di uscire, chiamiamolo vicino alla sua cuccia, chiediamogli di mettersi seduto e diamogli il suo gioco “speciale”. Dopo di che usciamo di casa senza dire niente: come se andassimo semplicemente in un’altra stanza. In questi momenti, in realtà, viene spontaneo consolare il cucciolo con frasi tipo “fai il bravo”, “torno subito”, ecc., ma questi sono atteggiamenti che enfatizzano la separazione.
Il rientro a casa
Se al nostro rientro verifichiamo che il cucciolo, durante la sua assenza, è rimasto tranquillo, dobbiamo gratificarlo con molte carezze e parole d’approvazione. Nel caso invece in cui abbia avuto un comportamento ansioso (es. ha distrutto oggetti, ha pianto o abbaiato, ecc.), al rientro non dobbiamo punirlo perché ciò indurrebbe nel cucciolo una forte sensazione di ansia, peggiorando la situazione. Infatti il cane non è in grado di associare una punizione a un comportamento se è passato troppo tempo da quando lo ha manifestato: il cane riceve una punizione ma non capisce perché.
I consigli del veterinario
È importante accarezzare, coccolare, dare bocconcini e giocare con il cucciolo quando si dimostra tranquillo e indipendente (quando cioè non è lui a chiedere di interagire), o dopo che ha obbedito a una nostra richiesta (per es. se arriva dopo essere stato chiamato per nome, se si siede quando gli viene chiesto, ecc.). Inoltre, più volte al giorno, quando il cucciolo è tranquillo o si comporta correttamente, diciamogli che è bravo, o premiarlo con una carezza o un bocconcino.
