Diventiamo volontari

di Alessandra Corbella   .   12/03/2012

Per chi vuole rendersi utile a favore dei nostri piccoli amici ci sono molte associazioni che possono fare al caso nostro

Diventiamo volontari

Il panorama del mondo animalista e zoofilo è molto vasto e registra una specializzazione di intervento. Alcune associazioni promuovono campagne, e altre azioni “forti”, nel comune intento di sensibilizzare l’opinione pubblica su determinati problemi. Altre si dedicano a raccogliere animali abbandonati e a gestire rifugi. Altre ancora: formano personale esperto, compiono controlli su possibili maltrattamenti, organizzano servizi di pronto soccorso, offrono consulenze di tipo legale ecc. A tutte ci  si possono chiedere informazioni per contrastare maltrattamenti, per adozioni di cani o gatti, per fare volontariato, per donare denaro o mangime sano per gli animali dei rifugi ecc. Con un suggerimento: è bene contattare l’associazione territorialmente più vicina. Di recente si è costituita Animali e Ambiente nel Cuore, la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente (www.nelcuore.org) che riunisce le più importanti associazioni al fine di promuovere istanze fondamentali e di costituire un fronte comune nelle battaglie ambientaliste e animaliste. Hanno aderito alla federazione: Enpa, Equivita, Lac, Lav, Leidaa, Lipu, Lndc, Marevivo, Oipa.

 

Volontariato nei canili e nei gattili
Come individuare, tra le tante, l’associazione che risponde di più alle nostre inclinazioni? Ecco qualche suggerimento. Ci piace stare a contatto diretto con gli animali? Be’, allora dobbiamo fare volontariato in un canile (se si  ci piacciono i cani) o in un gattile (se si  amiamo i mici). La Lega Nazionale per la Difesa del Cane è, in Italia, l’associazione che gestisce più rifugi per cani ed è presente in tutte le Regioni della penisola.  Sul sito www.legadelcane.org si può facilmente trovare la delegazione più vicina a casa propria. Per i gatti è un po’ più complicato, ma non impossibile: esistono tantissime associazioni locali che si occupano di mici, ma nessuna ha dimensione nazionale. Si può provare a contattare la sezione Enpa -Ente Nazionale Protezione Animali- più vicina (l’elenco di tutte le sezioni si trova su www.enpa.it), che spesso si occupa anche di gatti.  In molte città italiane, da Genova a Milano, Enpa interviene anche per animali esotici abbandonati o feriti: ecco, se si è appassionati di questa fauna, ci si può rivolgere lì. Se, invece, il nostro sogno è avere a che fare con gli animali selvatici, contattiamo la sede locale della Lipu – Lega Italiana Protezione Uccelli (www.lipu.it), del WWF (www.wwf.it) o della Lac (www.abolizionecaccia.it): spesso Lipu e WWF hanno in gestione un Centro recupero animali selvatici, mentre la Lac organizza campi antibracconaggio.

Anti-vivisezione, vegetarianesimo e guardie zoofile
Ma ci sono tanti modi per aiutare gli animali. Molte associazioni si occupano di sensibilizzazione e di informazione (e, talvolta, di controinformazione). Molto spesso con competenza e professionalità. Se, ad esempio, si trova che il più odioso tra i soprusi che l’uomo compie sugli altri animali sia la vivisezione, l’associazione di riferimento può essere la Lav – Lega Antivivisezione (www.lav.org), anch’essa diffusa su tutto il territorio nazionale con proprie sedi, anche se non mancano altre realtà che combattono la sperimentazione animale, come la Leal – Lega antivivisezione lombarda (www.leal.it). Ultimamente, poi, sono emersi coordinamenti antivivisezionisti molto decisi, che hanno dimostrato grandi capacità di mobilitazione su battaglie specifiche. Basti citare i successi ottenuti dal coordinamento Fermare Greenhill (www.fermaregreenhill.net). Tutte o quasi le associazioni animaliste si occupano di vegetarianesimo, ma alcune sono specializzate su questo tema, come la Società Vegetariana (www.societavegetariana.org) o l’AVI - Associazione Vegetariana Italiana (www.vegetariani.it). Chi ha invece la voglia di fermare piccoli e grandi reati commessi sugli animali, sceglierà di sostenere e iscriversi a un’ente che ha, tra i propri volontari, un corpo di guardie zoofile: oltre alle già citate Enpa e Lega del Cane ci si può rivolgere all’Oipa – Organizzazione Italiana Protezione Animali (www.oipaitalia.com),  o alla Lida - Lega Italiana Diritti Animali (www.lida.it), che hanno ottimi “eserciti” di guardie zoofile (a cui ci si può aggiungere, dopo aver frequentato un corso e aver ottenuto il regolare decreto prefettizio ad agire come guardia). Non mancano le associazioni che si occupano soprattutto di organizzare iniziative o manifestazioni spettacolari per sensibilizzare sul tema dei diritti animali. Tra le tante, si possono citare Gaia Animali & Ambiente (www.gaiaitalia.it) e Animalisti Italiani (www.animalisti.it). 

L’adozione a distanza
Un modo molto pratico per aiutare le associazioni può anche essere quello di sostenere economicamente le loro iniziative. Una formula adatta a chi vuole dare una mano a cani, gatti e altri pets abbandonati è l’adozione a distanza. Si tratta di un affido simbolico: in pratica, si aiutano le associazioni di volontariato a mantenere le bestiole. Ecco alcune regole per scegliere l’associazione da aiutare: 1) conoscere bene l’associazione beneficiaria, non fidarsi solo di annunci su internet o simili; 2) privilegiare le associazioni riconosciute, ad esempio quelle iscritte all’albo regionale del volontariato; 3) privilegiare le associazioni radicate sul tuo  proprio territorio (le cui attività possono essere più facilmente monitorate); 4) assicurarsi di ricevere un attestato di adozione a distanza, con foto e nome del proprio “protetto”; 5) privilegiare - nel caso di adozioni di cani o gatti - le associazioni che non solo rilasciano un attestato ma che permettono anche di andare a visitare, su richiesta, il rifugio dove è ospitato il proprio “protetto”; 6) prima di aderire a un progetto parlare con un incaricato dell’associazione e farsi spiegare quali sono gli obiettivi concreti e come gli animali ne beneficiano; 7) i vip non sono necessariamente una garanzia: anche se la Onlus preferita appare in tv con un testimonial famoso, insistere sempre per avere dettagliate informazioni su come sono usati i soldi del progetto; 8) verificare che la campagna pubblicitaria dell’associazione sia coerente con il lavoro svolto sul campo: chiedere periodicamente informazioni all’associazione sul proprio “adottato a distanza”; 9) ricordarsi che un’associazione dovrebbe destinare al progetto almeno l’85% dei fondi raccolti e le sue spese (promozione, gestione, amministrazione ecc.) non dovrebbero superare il 15%; 10) mettere in conto che un altro 10% dei fondi che arrivano a destinazione se ne andrà in “gestione locale”: in pratica, un buon progetto è quello che riesce a usare sul campo almeno 7,65 euro ogni 10 donati.

Un grande patrimonio umano
I soci delle varie associazioni protezioniste italiane sono più di un milione. Attorno ai 250.000 sono i volontari attivisti, coloro che dedicano alcune ore della settimana alle varie attività gratuite per il bene dei nostri “fratelli minori”, come S. Francesco chiamava gli altri animali. Diceva Gandhi che il grado di civiltà di un popolo si misura anche da come questo tratta i suoi animali. Il volontariato, con pochi mezzi ma con tanta passione, da  dà un contributo fondamentale alla crescita di civiltà nel nostro paese. L’impegno delle associazioni è fatto di tanti piccoli eroismi quotidiani per la tutela degli animali. Aiutiamo chi li aiuta.

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