FeLV, FIV e FSV: Prevenzione e cure, senza pregiudizi

di Giuliana Piccolo   .   26/01/2014

Le malattie virali più temute dai gatti, riconoscerle e affrontarle

FeLV, FIV e FSV: Prevenzione e cure, senza pregiudizi

I Retrovirus, o Retroviridae, sono una famiglia di virus in grado di infettare tutti gli animali, uomo compreso. Quelli più importanti nel gatto, a causa della sintomatologia evidente, sono: il virus della leucemia felina (FeLV), il virus dell'immunodeficienza felina (FIV) e il virus del sarcoma felino (FSV). Tralasciamo di trattare quest’ultimo che è meno diffuso e vediamo come si può convivere, rispettando precise indicazioni, con i gatti  positivi al virus della leucemia e dell’immunodeficienza.  

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FeLV: Virus della leucemia felina
La saliva e le secrezioni nasali sono la via di contagio più comune, ma fortunatamente il virus resiste nell’ambiente solo alcune ore. La trasmissione avviene soprattutto attraverso il reciproco leccamento tra gatti e le ferite da morso. Sono esposti a maggior rischio i gatti che possono avere contatti con loro simili.

A seconda della risposta immunitaria, si può assistere a una progressione della malattia, oppure all’instaurarsi di un’infezione latente, o ancora a una regressione che porta effettivamente all’estinzione dell'infezione. Nei gatti in cui si instaura un’infezione persistente possono svilupparsi un’ampia gamma di segni clinici diversi, in particolare immunosoppressione, anemia e linfoma. In questi casi, la maggioranza dei gatti muore entro due-tre anni dalla diagnosi».  

FIV: Virus dell’immunodeficienza felina
L'infezione indotta dal virus dell'immunodeficienza felina sembra persistere per tutta la vita del gatto. Per questo motivo viene paragonata all'immunodeficienza dell’uomo (HIV). La trasmissione avviene principalmente attraverso le ferite da morso ed è, quindi, più frequente tra i gatti maschi che vivono all'aperto, o che hanno la possibilità di uscire da casa.

Il virus, che non è caratterizzato da un’elevata contagiosità, può produrre  la comparsa transitoria di febbre, anoressia e depressione e un aumento di volume generalizzato e persistente dei linfonodi. In genere si instaura una fase asintomatica che può durare anni o tutta la vita.

L’evoluzione è variabile, alcuni gatti possono sviluppare un’immunodeficienza e quindi una serie di patologie secondarie quali infezioni della bocca (stomatiti), ascessi, raccolte toraciche di pus (piotorace), infezioni intestinali (enteriti), urinarie ed infezione delle vie aeree superiori, infezioni da microrganismi opportunisti (toxoplasmosi, emobartonellosi, criptococcosi) ecc.

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Timori immotivati
Come avviene per il virus dell’HIV nell’uomo, anche per i retrovirus felini (FIV e FeLV) esistono diffusi pregiudizi, spesso immotivati, che rendono molto difficile l’adozione, anche quando, sieropositività a parte, il gatto è in perfetta salute. Il timore è che abbia vita breve e che prendersene cura comporti spese veterinarie insostenibili.

In realtà, se in caso di FeLV conclamata l’aspettativa di vita è effettivamente di circa tre o quattro anni, un gatto infettato da FIV può vivere una  a lungo. Per quanto riguarda le cure veterinarie, è vero che queste infezioni aumentano la probabilità di ammalarsi, ma è anche vero che in appartamento, senza contatti con altri gatti, le probabilità di contrarre le malattie correlate sono esigue. È bene ricordare poi che la possibilità di contagio tra gatti FIV positivi e umani, o altri animali domestici, è assolutamente nulla. 

I consigli del Veterinario

  • Tenere isolati i gatti colpiti da FIV o FeLV: la condizione ideale per loro è la vita “di appartamento”, possono convivere anche due o più soggetti sieropositivi.
  • Segnalare al veterinario qualsiasi segno clinico eventualmente insorto, in modo da trattare precocemente disturbi potenzialmente gravi.
  • Controllare regolarmente lo stato delle gengive (per evidenziare ittero o pallore delle mucose), dei linfonodi palpabili, urine e feci.
  • Per i gatti non sieropositivi che vivono anche all'aperto, è fondamentale l'utilizzo della vaccinazione contro la FeLV (per la FIV non esiste profilassi vaccinale efficace) e la sterilizzazione sia dei maschi sia delle femmine: queste malattie si possono trasmettere tramite lo scambio di liquidi organici.
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