Gatti e bambini: una convivenza possibile

di Laura Borromeo   .   10/06/2010

Come insegnare a un bambino a relazionarsi col gatto di casa

Gatti e bambini: una convivenza possibile

Per ogni bimbo la convivenza con un gatto può rivelarsi una preziosa esperienza di crescita, a patto che abbia imparato da subito a relazionarsi correttamente con il piccolo felino, ossia con una specie diversa. Maestri in questo senso, fin dai primi mesi di vita, devono essere i genitori così che la coabitazione risulti divertente per il bambino e, nel contempo, rispettosa per il benessere del micio.

La prime carezze
Già intorno ai sette mesi, quando il bambino non coordina ancora bene i movimenti, si può iniziare ad abituarlo ad accarezzare utilizzando un pupazzo peloso. Prendendogli la manina, lo si inviterà a toccare delicatamente il peluche e a ripetere più volte il movimento, accompagnandolo con la parola "coccola": in questo modo, poi, non solo il bambino ma anche il gatto saprà cosa sta accadendo. Si evita così al felino di innervosirsi per essere costretto a fare da “cavia” per i primi maldestri tentativi di carezza del bambino. Solo quando il bimbo avrà imparato ad accarezzare senza tirare il pelo, si potrà farlo avvicinare al gatto. Il primo contatto sarà caratterizzato da sensazioni positive, il gatto non avrà paura del bambino, non scapperà e, meglio ancora, non terrà atteggiamenti aggressivi.

Il lancio del croccantino
Man mano che il bambino cresce, si può ampliare la gamma dei giochi da fare con il micio, consentendo una relazione non esclusivamente limitata al contatto, che rischierebbe di infastidire l’animale, ma improntata a un’interazione soddisfacente per entrambi. Un gioco divertente, adatto a essere insegnato anche a bimbi molto piccoli, consiste nel tirare un croccantino per osservare il gatto che lo rincorre per mangiarlo. In questo caso accompagnare il gioco con le parole "cerca, cerca" trasmetterà al gatto un maggiore entusiasmo. Le prime volte possiamo aiutare il bambino nel lancio, fino a quando diventerà autonomo.

La ricerca della “preda”
Un altro gioco consiste nel nascondere una manciata di croccantini in giro per casa in modo da stimolare l’istinto predatorio del gatto. Per il piccolo felino è un passatempo di grande soddisfazione, mentre per il bimbo è molto divertente osservare la cauta esplorazione del gatto fino alla scoperta dell’ambita ‘preda’. Tutto questo sviluppa nel micio l’elaborazione di associazioni positive con la figura del bambino che viene visto come fonte di cibo e non di atti molesti.

Il controllo sul gioco
Per giocare con il gatto, il bambino deve servirsi unicamente di giochi che gli permettano di interagire tenendo le manine lontane dalle zampe dell'animale. Ideali sono i giochi simili a una "canna da pesca" da cui pende un filo a cui possono essere appesi un topolino, una pallina o delle piume colorate. Naturalmente dobbiamo sempre accertarci che il gioco sia utilizzato dal bimbo in modo appropriato e non come un frustino, o in altro modo che spaventi il gatto. A questo proposito bisogna ricordarsi che le prede fuggono sempre dal predatore e, di conseguenza, i giochi non dovranno essere avvicinati al gatto, ma mostrati a distanza e in allontanamento, così da innescare l’istinto all’inseguimento. Soprattutto all’inizio i giochi con gli animali vanno sempre supervisionati.

Piccole invenzioni
Un'altra attività istruttiva e piacevole per il bambino sta nell’invogliarlo a scoprire in casa gli oggetti con i quali il gatto potrebbe giocare volentieri e poi verificare se effettivamente li gradisce. In una casa ci sono tantissime cose che un gatto può utilizzare per giocare: tappi di sughero, noccioline, castagne, pasta di piccole dimensioni, cotton fioc, palline di stagnola o di carta, i nastri dei pacchetti della pasticceria, le stringhe delle scarpe ecc. Tutto ciò sarà utile per sviluppare la fantasia e lo spirito di osservazione del bambino.

Le scatole di cartone
Un’attenzione particolare meritano le scatole di cartone, uno dei giochi preferiti dai gatti e dai bambini. È possibile procurarsele di varie dimensioni e gratuitamente al supermercato per poi sbizzarrirsi a trasformarle in tane con più buchi d’ingresso, oppure costruire un castello con entrate e uscite e divertirsi a dipingerle secondo la propria fantasia. A preparazione avvenuta, per coinvolgere nel gioco il gatto, basterà adescarlo con un filo o buttare nella scatola qualche pallina o topino da catturare. Il divertimento è assicurato per tutti.

I consigli del Veterinario
Il rapporto con un animale e il gioco insieme a lui sono esperienze molto formative per un bambino. La vicinanza con gli animali sviluppa infatti una particolare sensibilità che agevola la comprensione dell’altro. La convivenza con un gatto, in particolare, è un’esperienza di crescita molto speciale. Il vantaggio che deriva poi dalle attività ludiche è quello di consentire al bambino di sfogarsi nel gioco, così da fargli coccolare il micio in maniera adeguata e non eccessiva. Da qui si può iniziare a paragonare le sensazioni del bimbo a quelle del gattino, allenandolo all’empatia mediante il rispetto delle necessità altrui. Stimolare la capacità di mettersi nei panni degli altri è, infatti, indispensabile per insegnare un corretto vivere sociale. Al bambino può essere quindi, per esempio, insegnato il rispetto per il sonno del micio che, come il bambino stesso, non ama essere svegliato e disturbato mentre sta facendo il riposino.

 

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