Flash Player non trovato: lo puoi scaricare qui.

Gli sport cinofili

di Sabina Mari   .   12/03/2012

Divertirsi insieme al nostro cane

Gli sport cinofili

Gli sport cinofili si sono diffusi a cominciare dagli anni ‘80 a seguito del crescente desiderio di condividere il tempo libero con il proprio cane. Fondamentali in tal senso sono state anche le maggiori conoscenze sulle esigenze comportamentali e sulle nuove tecniche di addestramento “dolce” del cane. 

Il passaggio alla gratificazione e al premio (rinforzo positivo), come perno per una migliore educazione, ha permesso agli istruttori cinofili di sviluppare metodologie di apprendimento basate sul gioco e l’esercizio. Da qui, unitamente al diffondersi di razze da lavoro nelle case e tra le famiglie, gli sport cinofili hanno preso piede diventando hobby per appassionati, spettacolo per gli amanti dei cani e fonte di lavoro per gli addetti del settore.

Il gioco è uno sfogo sano

Lo sport è bello perché è prima di tutto un gioco. E i cani, instancabili giocherelloni, non nascondono la loro gioia quando entrano in un campo di allenamento per saltare ostacoli o zigzagare tra i pali. La componente ludica di attività, come l’Agility o l’Obedience, ma anche come il Freestyle e il Disc Dog (dove si usa il frisbee), permette a molte persone di avvicinarsi a queste discipline per trascorre del tempo libero con il proprio amico a quattrozampe. 

“È un modo per stare insieme divertendosi, ma anche per sfogare la naturale necessità del cane di muoversi e correre” ci spiega Mirko Darar educatore cinofilo della Scuola nazionale di Ludo Agility di Celle Ligure (SV), nella foto a lato. Molti cani selezionati per muoversi, come ad esempio i Border Collie o altre razze da Pastore, ma anche i Terrier (cani da tana o da riporto), devono poter dar sfogo alla loro naturale dinamicità. Per loro, discipline come l’Agility sono senza dubbio un valido aiuto per contrastare i rischi della sedentarietà”.

L’attitudine deve essere naturale

Ci si diverte e nello stesso tempo si affina il rapporto tra uomo e animale. Ma come riconoscere nel proprio cane, la predisposizione a praticare sport? Secondo l’educatore Mirko Darar il primo passo è “accertarsi che ci sia naturale attitudine del cane”. Per l’Agility, in particolare, il cane deve dimostrare una propensione a compiere salti o a salire su passerelle basculanti, un interesse non sempre così scontato anche nei cani più giocherelloni. Inoltre, “è indispensabile verificare che il rapporto con il proprio animale sia veritiero”.

Il cane deve riconoscere il ruolo di capobranco del padrone e “deve essere predisposto all’ascolto e all’esecuzione dei comandi”. Come ci spiega ancora Mirko Darar: Cani che mostrano una spiccata indipendenza, come spesso si riscontra nei Beagle (razza selezionata non tanto per rispondere ai richiami, quanto per stanare la preda), impiegheranno più tempo a imparare”. Infine “una buona dose di dinamicità e voglia di muoversi” delineano le caratteristiche di una cane adatto all’Agility.

L’età giusta per iniziare

L’avvicinamento del cane ad attività sportive deve essere graduale e comunque non deve mai avvenire prima dei 6 mesi di età, quando ancora l’apparato scheletrico è in piena fase di sviluppo. Dopo questa età, approfittando anche della spiccata giocosità del cucciolo, si può testare l’inclinazione dell’animale a svolgere determinati esercizi, a rispondere ai richiami o a muoversi su terreni mobili.

Attenzione però, lo sforzo fisico deve essere sempre controllato e mai troppo intenso per non compromettere la regolare crescita di muscoli e ossa che, ricordiamo, non si completa prima dell’anno di età. Altrettanta gradualità deve esserci nello smettere di praticare sport, specie se svolto a livello agonistico. Un cane abituato ad allenamenti costanti e intensi, soffrirebbe moltissimo se di colpo dovesse cessare di fare esercizio regolare. Per evitare anche il rischio di stati di frustrazione, è bene ridurre progressivamente l’allenamento in funzione dell’età e delle condizioni fisiche del cane, intensificando poi le attività sostitutive.

L’attivittà più diffusa: l’Agility  

Se con l’Obedience si intende valutare le doti caratteriali di autocontrollo ed equilibrio del cane, con l’Agility se ne apprezzano anche le qualità atletiche. Entrambe le discipline sono ufficialmente riconosciute dall’Enci, l’Ente nazionale cinofilia italiana, con tanto di regolamento e di campionato nazionale.

Vi possono accedere cani di razza e non, regolarmente registrati e vaccinati e con almeno 12 mesi di età. L’Agility prevede tre categorie in base alla taglia:

  • Small per cani sotto i 35 cm al garrese;
  • Medium dai 35 ai 43 cm al garrese
  • Large per cani da 43 cm in poi.

L’atleta a quattrozampe, seguendo le indicazioni del conduttore, deve mostrare la propria abilità a svolgere un percorso entro un tempo prestabilito e con il minor numero possibile di penalità. Più c’è sintonia nella coppia uomo-animale, maggiori sono i risultati. Gli ostacoli da superare si dividono sulla base di come devono essere affrontati:

  1. “A balzo”, cioè i salti in alto e in lungo
  2. “Di contatto”, come palizzata, bascula e passerella, che devono essere superati passandoci sopra (viene evidenziata una banda di diverso colore su cui il cane deve posare almeno una zampa)
  3. “Di penetrazione”, come i tunnel rigido e molle, lo slalom tra i pali, il salto attraverso la ruota sospesa, che vanno superati passandoci dentro;
  4. Il tavolo”, su cui il cane deve sostare per 5 secondi nella posizione (seduto, in piedi o a terra) sorteggiata a inizio gara.

A passo di danza: l’HTM e il Freestyle

Si deve alle straordinarie doti di Mary Ray, pluripremiata campionessa inglese di Obedience e Agility, la nascita di discipline come la HMT, acronimo di Hellwork to Music, e il Freestyle o Dog Dance, dove cane e conduttore si esibiscono in spettacolari coreografie a ritmo di musica.

Se nel HMT il cane esegue una serie di esercizi stando praticamente incollato alla gamba del conduttore,  nel Freestyle gli esercizi sono più coreografici e possono prevedere una serie di “figure” obbligatorie e non. Così il cane passa dallo stare a contatto con il suolo (strisciando o rotolando) fino allo stare in piedi sulle zampe posteriori, il tutto “ballando” assieme al proprio compagno con eleganza e originalità.

“L’addestramento prevede un forte lavoro di relazione con il cane – ci spiega Milli Boccardo, istruttrice Freestyle - proprio per affinare la sintonia e la fiducia. Bisogna riuscire ad entrare nella testa del cane per fargli eseguire l’esercizio che vogliamo. Inoltre, a differenza di altri sport, dove la soddisfazione del cane deriva dal contatto diretto con l’ostacolo o il gioco, nel Freestyle la motivazione e la concentrazione vanno continuamente stimolati”.

Gli allenamenti devono essere frequenti e costanti e per iniziare è indispensabile una base di Obedience e magari anche di addestramento “dolce” con il Clicker Training. “Lavorando sempre sulla base del rinforzo positivo – aggiunge Milli Boccardo - ci vuole anche un’intera stagione per preparare una coreografia di 3-5 minuti”. Ma le gratificazioni per uomo e animale sono profonde e meritano tutti gli applausi del pubblico.  

L’obedience

Le prove di obedience prevedono il superamento di esercizi di addestramento via via più complessi a partire dalla classe Debuttanti fino alla Classe 3 e poi Elite. In queste prove si valuta la sociabilità del cane, ma anche la condotta con o senza guinzaglio, il riporto, i comandi “seduto”, “a terra” e “in piedi” e la capacità di mantenimento di tali posizioni anche a distanza dal conduttore o in gruppo con altri cani. Nelle classi più difficili sono previste anche prove di fiuto. Fondamentale è la fiducia tra cane e conduttore.

Il mondioring

Comprende prove senza collare o guinzaglio: condotta al piede senza guinzaglio, assenza del conduttore, invio in avanti, posizioni a distanza, rifiuto del cibo, riporto dell’oggetto, ricerca del legnetto. Le classi previste sono quattro: debuttanti, categoria 1, categoria 2, categoria 3. Il Mondioring è uno sport molto divertente, sia da esercitare con il proprio cane sia da ammirare come spettatori, nato dalla passione di cinofili svizzeri, francesi, belgi e olandesi.

Pet therapy

L’Agility si presta ad essere un valido strumento educativo nell’ambito delle attività assistite da animali a favore di disabili mentali e fisici lievi. È nata così la Special Agility®, un’attività non concepita solo per portatori di disabilità mentali e fisiche, ma anche per bambini normodotati (pre-agility). Da diversi anni ormai, alcune organizzazioni come Diamoci Una Zampa® di Torino, hanno avviato programmi di Special Agility® allo scopo di preparare conduttori esperti in questa disciplina. www.diamociunazampa.org

 

0 commenti

Nessun commento per questo articolo.
Argomenti e articoli correlati