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Guinzagli, collari e pettorine: come e quali sceglierle

di Chiara Recalcati   .   27/01/2014

Utili accessori da scegliere con cura per non fare soffrire il nostro cane e migliorare la nostra comunicazione con lui durante la passeggiata.

Guinzagli, collari e pettorine: come e quali sceglierle

Uno dei momenti fondamentali per rafforzare il legame uomo-cane è la passeggiata quotidiana. Per essere certi che questo sia un momento davvero rilassante e positivo dobbiamo preoccuparci di alcuni aspetti fondamentali che ci consentono di non incorrere in spiacevoli incidenti.

La scelta di un collare e di un guinzaglio adatti al nostro cane è, per esempio, un passo basilare in questa direzione. Vediamo dunque come procedere nella scelta di questi accessori, tenendo conto delle nostre esigenze e, soprattutto, di quelle del nostro amico quatro zampe.

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Stop agli strattoni
Partiamo da una premessa. Dal punto di vista etologico, la posizione del collo del cane è fondamentale nell’ambito del comportamento sociale. La comunicazione intraspecifica canina (per intenderci, tra cane e cane) avviene prettamente attraverso determinate posture del corpo che vengono “lette” e interpretate dai cani quando vengono in contatto fra loro.

Quando portiamo il cane al guinzaglio, in modo spesso inconsapevole, tendiamo a strattonare il collo per educarlo o trattenerlo: questo fa sì che il nostro amico a quattro zampe tenga la testa in una posizione (non voluta ma imposta da noi) che può essere letta come una minaccia da un altro cane. Il risultato può essere una lite provocata involontariamente da noi.

L’educazione gentile
Gli strattoni vengono, inoltre, interpretati dal nostro cane come un gesto di minaccia. Di conseguenza il guinzaglio può finire per essere associato a qualcosa di sgradevole invece che di piacevole. A furia di strattoni, insomma, il cane può anche arrivare a non apprezzare più il momento della passeggiata. Per il cane lo strattone non è solo un evento fastidioso, ma anche inspiegabile, a cui si adatta a reagire secondo al propria indole.

Alcuni si spaventano e rifiutano di proseguire la passeggiata, altri, come reazione contraria, tirano di più ignorando la volontà del leader umano. Essendosi diffusa la consapevolezza di queste problematiche, addestratori e comportamentalisti cinofili tendono ultimamente a promuovere le tecniche di “educazione gentile”. Si tratta di metodi che tendono a premiare i comportamenti graditi piuttosto che punire gli involontari errori commessi dall'amico a quattro zampe.

Collari: no allo strozzo
In commercio oggi sono disponibili accessori di guinzaglieria che permettono di orientarsi all’educazione dolce, relegando i metodi coercitivi al passato. Nella nostra scelta, dunque, è innanzitutto opportuno orientarsi verso collari di tipo atraumatico, ossia i così detti fissi, senza strozzo o semistrozzo e senza punte metalliche. Questi ultimi, infatti, oltre a provocare i problemi comportamentali che abbiamo visto, possono anche risultare dannosi per il collo e la colonna vertebrale. A questo proposito, molte ricerche scientifiche hanno dimostrato le numerose patologie che il collare a strozzo, a lungo andare, può provocare nei cani.

La pettorina
Indicata indifferentemente per taglie grandi e piccole, è l’accessorio che ci permette il migliore controllo, certi di non creare problemi al comportamento e alla salute del nostro cane. Per godere pienamente delle sue caratteristiche, è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti. Innanzitutto, deve essere regolabile per adattarsi perfettamente al fisico del cane ed essere dotata di una cinghia superiore (sulla schiena) e una inferiore (sul petto).

Svedese
Si infila dal collo e si chiude attorno al costato. È munita di un punto d'aggancio del guinzaglio al centro della schiena, in corrispondenza del baricentro. Se il cane tira, fa sì che la pressione venga distribuita esclusivamente sul torace, senza produrre dolore, senso di costrizione, sfregamenti e tensioni sulla pelle, limitazioni al movimento o altri disagi. Evita inoltre che il cane subisca gli strattoni involontari del proprietario.

Scapolare
Particolarmente impiegata per i cuccioli, si infila dalle zampe anteriori e si chiude attorno alle scapole. In realtà non è così indicata per gli organismi in crescita, dato che produce sforzo sugli arti anteriori.

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I guinzagli

  • Corti. Possono essere utili per tenere i cani di grossa taglia vicino a sé quando ci si trova in luoghi aperti al pubblico e, in particolare, in prossimità di altri cani o di persone. Non sono però adatti nelle eventuali sedute di addestramento.
     
  • Lunghi. Comunemente detti da addestramento, sono dotati di anelli per l’allungamento o l’accorciamento. Non si tratta in realtà di accessori adatti all’addestramento, ma possono essere utili in passeggiata se si tratta di aumentare o ridurre la libertà del cane. A questo proposito è necessario ricordare che dal 2009 è in vigore l’Ordinanza che fissa a un metro e mezzo la lunghezza massima del guinzaglio in luogo aperto al pubblico.
     
  • Estensibili. È molto pratico per i cani di piccola taglia. Offre la possibilità di aumentare e ridurre la lunghezza, ed è dotato di un tasto che consente di bloccare l’estensione in caso di necessità. Anche in questo caso va sempre tenuto presente il limite di lunghezza imposto dalla legge.
     
  • Accoppiacani. È un accessorio comodo se abbiamo più di un cane: consiste in una sorta di raccordo che permette di portare a spasso i nostri amici utilizzando un solo guinzaglio sdoppiato. È consigliabile solo se i cani si conoscono bene, se sono di taglia analoga e, soprattutto, se li sappiamo controllare con molta sicurezza.

Cosa fare

  • Tenere il guinzaglio morbido, senza fare trazione sul collare o sulla pettorina
  • Se il cane tende a camminare troppo velocemente: insegnargli a camminare lentamente tenendo la sua attenzione sul boccone o sul gioco
  • Nei momenti in cui il cane cammina tranquillo col nostro passo rinforziamolo con voce tranquilla dicendogli che è bravo, ed eventualmente premiamolo
  • Quando il nostro cane interagisce con un altro, se siamo in un’area cani, lasciamolo libero: è bene che i cani comunichino tra loro quando sono liberi.

Cosa non fare

  • Se il cane tira, non teniamolo “appeso” al guinzaglio facendolo sentire costretto
  • Non tiriamolo ogni volta che incontriamo un altro cane: se il cane si sente strattonato quando vede altri cani, assocerà questo incontro ad un evento spiacevole
  • Non usiamo troppe parole per interrompere il cane quando tende a tirare troppo: è sufficiente un “no” pronunciato con fermezza; il nostro amico è più sensibile al tono della nostra voce, piuttosto che a quello che diciamo
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