Il cibo per il micio sterilizzato

di Francesca Bianco   .   13/09/2010

Come scegliere gli alimenti per il micio sterilizzato

Il cibo per il micio sterilizzato

A seguito dell’intervento di castrazione dei maschi e di sterilizzazione delle femmine, i gatti subiscono delle modificazioni di carattere ormonale che determinano un rallentamento del metabolismo. I nostri amici hanno quindi bisogno di un minor apporto di calorie, altrimenti corrono il rischio di mettere su peso, diventare obesi e, addirittura, contrarre alcune malattie metaboliche, come il diabete, oppure infezioni del tratto urinario, formazione di calcoli, disturbi cardiovascolari, problemi scheletrici e delle articolazioni.   

Una qualità di vita migliore
Le possibili conseguenze negative della sterilizzazione sono tuttavia contrastabili e, non devono farci desistere dalla volontà di sottoporre i nostri gatti a questo intervento. La sterilizzazione, infatti, non solo rende più facile la convivenza con loro, ma soprattutto consente di migliorarne le prospettive di vita e di salute. Nel gatto castrato, oltre a ridursi quei comportamenti territoriali che portano alla marcatura con  l’urina, si elimina il rischio di neoplasie ai testicoli. Se poi il nostro micio  frequenta il giardino, la castrazione ridurrá significativamente le lotte fra maschi, i danni conseguenti (ascessi, ferite, ecc) e il rischio di trasmissione di gravi malattie virali ( Immunodeficienza felina o FIV, Leucemia felina o FeLV). Nel caso di gatto femmina, la sterilizzazione non solo eliminerà le gravidanze indesiderate, ma ridurrà  anche il rischio di infezioni dell’utero (piometra) e di tumori mammari.  

Attenzione alla ciotola!
Il bilancio a favore della sterilizzazione nei gatti è dunque ampiamente positivo, tenuto conto soprattutto che, per evitare i problemi legati al mutato metabolismo, è sufficiente ricorrere a un’alimentazione adeguata che tenga conto delle ridotte necessità caloriche dei mici e a una regolare attività fisica. Il mercato  offre un’ampia offerta di prodotti specifici formulati per rispondere a queste esigenze.  In particolare, dal punto di vista nutrizionale, questi alimenti devono prevedere un più elevato tenore di proteine di maggiore valore biologico (pollo, uova, pesce) e quindi di maggiore  qualità, offrendo al contempo un minore quantitativo di amido e grassi per ridurre il contenuto calorico ed evitare l’aumento di peso.   

Per la salute dell’intestino 
Gli alimenti specifici per i gatti sterilizzati, inoltre,  devono contenere un maggiore apporto di fibra (polpa di barbabietola, semi di lino, fruttoligosaccaridi) e lievito di birra. Questa integrazione svolge diverse funzioni indispensabili per la salute dell’intestino. Innanzitutto favorisce la normale motilità di quest’organo, ricostituendone la flora microbica e dando vita alla produzione di acidi grassi volatili responsabili del nutrimento dei villi. Un buon apporto di fibre è poi fondamentale  per agevolare l’evacuazione dei peli deglutiti dal gatto durante la toelettatura e che spesso sono responsabili di quelle “palle di pelo” (tricobezoari) che possono arrivare a creare una vera e propria ostruzione intestinale.   

Scheletro, articolazioni  e apparato urinario
Sempre in un’ottica di prevenzione delle problematiche a cui sono esposti i gatti sterilizzati, la razione deve anche assicurare un rapporto equilibrato tra calcio e fosforo e una corretta integrazione di vitamina D3. Tutto ciò assieme a una giusta integrazione di oligoelementi e un moderato apporto di magnesio, consente di assicurare la salute dello scheletro, delle articolazioni, dei denti e il mantenimento del giusto grado di acidità urinario adatto a prevenire le patologie dell’apparato urinario e la formazione dei calcoli.  Infine, i nostri mici sterilizzati devono poter contare su integrazioni con aminoacidi essenziali (taurina e carnitina) che migliorano i meccanismi cellulari per l’utilizzo dei grassi. In particolare, gli acidi grassi di tipo omega 3-omega 6 e le maggiori integrazioni di vitamina A, luteina e di vitamina E stimolano e preservano le funzioni del sistema immunitario, della pelle e del sistema nervoso.

I consigli del Veterinario
A che età va “operato” il gatto? Se si decide di sterilizzare la gatta, o castrare il gatto, è bene intervenire il più presto possibile, ossia finché il micio è ancora cucciolo: l’età più indicata è intorno ai 5/6 mesi.  Così facendo otteniamo un doppio vantaggio: 1) preveniamo efficacemente i tumori; 2) conteniamo gli squilibri del metabolismo responsabili dell’aumento di peso.

 

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