Il mal di fegato nel gatto come riconoscere la lipidosi felina

di Giuliana Piccolo   .   26/07/2012

La dieta per la lipidosi felina

Il mal di fegato nel gatto come riconoscere la lipidosi felina

Anche i gatti si fanno venire “il mal di fegato”. Questo disturbo che insorge spesso a seguito di un periodo di anoressia completa o parziale indotta dallo stress, ha un nome ben definito: lipidosi epatica felina. La malattia è piuttosto comune e in genere si osserva nei gatti di mezza età obesi. Le femmine hanno maggior possibilità di ammalarsi rispetto ai maschi.

La lipidosi epatica felina è un disturbo grave causato dall'accumulo all'interno delle cellule del fegato (epatociti) di trigliceridi in eccesso che interferiscono con la funzionalità dell'organo. Si ritiene che un'anoressia prolungata determini le alterazioni metaboliche responsabili dell'intenso accumulo nel fegato di lipidi e del conseguente quadro clinico associato alla malattia epatica.

La motivazione metabolica che soggiace allo sviluppo della malattia non è certa. Si fanno diverse ipotesi, dalla carenza dell'aminoacido arginina indotta dall'anoressia, alla presenza già in partenza di un fegato troppo grasso (steatosico) negli animali in sovrappeso.  Il gatto colpito dalla lipidosi smette di mangiare completamente, anche per settimane, è depresso, itterico. Dimagramento e deperimento muscolare sono segni evidenti della malattia in stadio avanzato.

La diagnosi certa viene fatta basandosi sui risultati delle analisi del sangue che evidenziano un aumento importante dei livelli degli enzimi epatici, della birilubina sierica e della concentrazione degli acidi biliari; sull'anamnesi, cioè  la raccolta dalla voce diretta del proprietario di informazioni, notizie e sensazioni che possono aiutare il medico a inquadrare il problema; sui risultati della biopsia al fegato, che dimostra un accumulo lipidico eccessivo negli epatociti.

La prognosi è spesso riservata, a causa della resistenza della malattia a qualsiasi trattamento. La lipidosi epatica è generalmente correlata a una tasso di mortalità elevato, che si avvicina al 100% se scoperta in ritardo.

Per poter sperare nella guarigione del proprio gatto è necessario agire tempestivamente, per avere una diagnosi precoce e poter iniziare al più presto un trattamento di supporto, con somministrazione di liquidi e sostanze nutritive. Spesso si rende necessario ricorrere alla alimentazione forzata perché il gatto si rifiuta di nutrirsi da solo.

Ma anche questa modalità di somministrazione induce ulteriore stress nell'animale che favorisce l’anoressia e aggrava la malattia. Sarebbe quindi preferibile optare per l'utilizzo di un sondino naso_gastrico, dove possibile. Gli alimenti da somministrare devono essere di alta qualità, bilanciati e in quantità tale da soddisfare le esigenze energetiche quotidiane. Il numero pasti da 4 a 6 al giorno. In questa maniera si promuove una digestione e un assorbimento ottimale, permettendo all'intestino di riabituarsi pian piano al cibo. Il proprietario dell'animale deve essere consapevole della necessità del suo intervento constante per un tempo prolungato poiché i gatti ammalati spesso non ritornano a un'alimentazione normale prima di diversi mesi.

Dopo l’inizio del trattamento, l’alimentazione e l’assistenza possono essere continuate a domicilio o in day-ospital, con frequenti visite di controllo. La lipidosi epatica ha una stretta correlazione con l'obesità. Di conseguenza è prudente prevenire l'aumento di peso eccessivo anche dopo la guarigione. Se il gatto tende ancora al sovrappeso è consigliabile seguire un programma di dimagramento, sotto la stretta sorveglianza del proprio veterinario.  

Cosa dice il veterinario
E' importante porre sempre una grande attenzione alle abitudini alimentari del proprio animale di compagnia. Un mutamento può essere il segnale di una malattia e se il proprietario non è accorto, possono insorgere carenze nutrizionali che rendono l'animale più vulnerabile alla malattia. Come per l'uomo, anche i gatti malati spesso rifiutano il cibo: tuttavia un'alimentazione adeguata durante la malattia è fondamentale per la guarigione.

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