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Il senso più importante: il fiuto del cane

di Simone Dalla Valle   .   11/07/2012

L'olfatto è il senso più sviluppato del cane. Usiamolo!

Il senso più importante: il fiuto del cane

Che l’olfatto sia il senso più sviluppato nei cani è noto a tutti, ma quali siano le sue reali potenzialità non è altrettanto chiaro. È indubbio tuttavia che, grazie agli oltre 200 milioni di recettori olfattivi che ricoprono le cavità nasali del cane (l’uomo ne possiede circa 5 milioni), il nostro amico a quattro zampe sia in grado di percepire gli odori almeno quarantacinque volte meglio di noi.

Ann Lill Kvam, esperta norvegese di discriminazione olfattiva e autrice di un testo che consiglio a tutti, ha elaborato al proposito un esempio illuminante: “immaginate una spiaggia lunga 500 metri, larga 50 metri e profonda 50 centimetri; su questa spiaggia il cane è in grado di individuare due singoli granelli di una specifica sostanza” (cfr. “Nosework, il fiuto del cane tra gioco e lavoro”, ed. Haqihana).

Durante la sua evoluzione il cervello del cane, quindi, si è strutturato per l’elaborazione delle numerose informazioni che riceve costantemente dall’olfatto proprio come il nostro è in grado di farlo grazie a quelle che riceviamo dalla vista. Insomma il cane usa il naso per esplorare il mondo che lo circonda, per conoscere chi si avvicina a lui, per decidere in che direzione muoversi, per capire a chi appartiene una pipì e se è il caso di coprirla con la propria, per individuare una femmina con cui riprodursi e, infine, per trovare ciò che gli permette di sopravvivere: il cibo.

È in quest’ottica che, dal mio punto di vista, l’attività olfattiva rientra a pieno titolo nei bisogni di autorealizzazione, ovvero in quelle attività utili a gratificare il cane garantendogli il benessere e la felicità che gli spettano. Ecco perché è importante che il nostro amico a quattro zampe possa annusare tutto ciò che desidera, soffermandosi per il tempo necessario anche su cose che per noi non hanno alcun interesse o, addirittura, suscitano ribrezzo, come le deiezioni o il posteriore di un altro cane.

Nello scorso numero abbiamo parlato di come insegnare al cane la calma necessaria per ricevere un boccone e di come far riferimento a noi quando desidera mangiare qualcosa. In questo numero vediamo come sia possibile trasformare i pasti del nostro quadrupede in momenti divertenti per lui, e altrettanto utili per noi, visto che l’attività olfattiva è molto più stancante di quella fisica.

A “caccia” della pappa
Spesso i proprietari mi chiedono come evitare che il loro cane consumi la sua razione di come rendere il pasto un momento di gioco:

- Attendiamo il cane in cucina con la ciotola piena poi chiediamogli di aspettarci e andiamo in un’altra stanza dove poseremo la ciotola a terra

- Torniamo da lui e teniamolo un attimo per la pettorina prima di lasciarlo andare alla ricerca della ciotola

quindi pronunciamo con voce distinta il segnale con cui da oggi lo invieremo a cercare il suo cibo cibo con eccessiva voracità e, in effetti, questo modo di nutrirsi, oltre a esser rischioso per la salute, priva il cane del piacere derivato dall’andare a caccia e del notevole consumo di energie che questa attività comporterebbe in natura.

Ecco come rimediare a tutto questo pur non abitando in un bosco, ma in un appartamento cittadino. Chiamiamo il cane in cucina e facciamoci trovare con la ciotola piena di crocchette in mano, poi chiediamogli di aspettarci così che ci veda andar verso un’altra stanza, dove poseremo la ciotola a terra.

Una volta tornati da lui, teniamolo un attimo per la pettorina e, prima di lasciarlo andare alla ricerca della sua ciotola, pronunciamo con voce distinta il segnale con cui da oggi lo invieriemo a cercare il suo cibo, ad esempio “pappa” o “self-service”. Non seguiamolo subito e limitiamoci a osservare il suo comportamento a distanza, così che non percepisca la nostra presenza come la possibilità che gli vengano date altre indicazioni che potrebbero distrarlo dalla sua missione.

Se invece il cane non dovesse comprendere subito cosa gli stiamo chiedendo o si dimostrasse poco motivato nella ricerca, accontentiamoci di distanze molto brevi così da convincerlo che, oltre a essere un gioco gradito, sia anche molto facile: ci sarà tutto il tempo per renderlo più complesso. Qualora non fosse in grado di rimanere in attesa, è inutile arrabbiarsi: significa che dobbiamo lavorare ancora sull’esercizio “fermo”, nel frattempo possiamo ovviare all’inconveniente chiudendo la porta alle nostre spalle prima di abbandonare la stanza.

Nei giorni successivi, esercitiamoci costantemente spostando la ciotola in punti diversi della casa. dog training Moltiplicare la meta Quando il cane sarà diventato abbastanza bravo, proviamo a dividere la sua porzione di cibo in due più piccole che potremo nascondere in due punti della casa, inizialmente non troppo distanti tra loro. Una volta che avrà trovato e consumato la prima, alziamo la ciotola da terra e, con aria giocosa, diamo di nuovo il segnale di ricerca così che il cane capisca che c’è... un secondo round da giocare.

Dopo alcuni giorni potremo rendere l’esercizio più difficile dividendo la razione di cibo in numerosi mucchietti che dovremo lasciare abbastanza vicini tra loro così che il cane riesca a percepirli subito e, solo in seguito, in zone più distanti. Se siamo sicuri che non abbia trovato tutte le porzioni di cibo, chiamiamolo vicino a noi e diamogli di nuovo il segnale di ricerca che abbiamo deciso di adottare per questo gioco. Tuttavia non abituiamolo a ricevere troppe indicazioni perché questa strategia alimentare potrà tornarci molto utile quando dovremo tenere il cane impegnato mentre abbiamo altro da fare o quando rimane a casa da solo.

Una variante ancora più complessa prevede di nascondere il cibo anche anche su zone rialzate come cassettiere e librerie, mentre un’altra suggerisce di costruire percorsi originali con sedie e tavolini in modo che il nostro cane si debba ingegnare per riuscire a trovare la strada giusta. Un’ultima possibilità tanto amata dai cani, quanto inevitabilmente avversa ai proprietari più ordinati, suggerisce di rovesciare semplicemente la ciotola con un movimento rapido, così che tutte le crocchette, rimbalzando a terra, si spargano in maniera del tutto casuale.

Possiamo ovviare al disordine in casa, portando la razione di cibo del cane durante la passeggiata. Prima di tornare a casa, sparpagliamola in un prato abbastanza ampio e soprattutto dove non si trovino altri cani che potrebbero entrare in competizione col nostro. Insomma usiamo la fantasia, stando solo molto attenti a non mettere il cane nella condizione di farsi male o di combinare qualche guaio nel tentativo di raggiungere la sua pappa.

I cani non possiedono il senso del pericolo (per cui dobbiamo essere molto attenti alle prese elettriche), men che meno il senso del valore degli arredi presenti in casa. Evitiamo, quindi, di nascondere del cibo vicino a oggetti di valore e tantomeno vicino a quelli fragili, o su mensole dove si trovano suppellettili che potrebbero rompersi.

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