La filariosi cardio polmonare

di Silvia Lupi   .   07/03/2011

Una malattia che può colpire cani e gatti con drammatiche conseguenze

La filariosi cardio polmonare

Le cause
La prima è causa della forma cardio-polmonare ed è di gran lunga la più diffusa oltre che la forma più grave, mentre la seconda causa una forma cutanea meno diffusa e ovviamente meno grave.

La filariosi cardio polmonare
Questa malattia in Italia è presente in maniera massiva in tutta la Pianura Padana, in Piemonte, nelle zone pianeggianti della Sardegna, in Toscana, in Emilia e infine in alcune aree della Sicilia e della Campania, cioè dove c’è un abitat favorevole alla presenza delle zanzare, il tramite per cui la malattia si trasmette da un cane all’altro, inoltre  per la presenza sempre maggiore della zanzara tigre (Aedes albopictus) che a differenza delle altre zanzare punge alche di giorno e trova abitat in tutto il territorio nazionale non si può più parlare di zone immuni da tale patologia.

Le zanzare
La zanzara (ospite intermedio) effettuando il pasto di sangue su un cane infetto ingerisce le forme giovani di filaria (microfilarie) che nell’apparato buccale dell’insetto hanno una mutazione a larve dette L3 che sono le forme infestanti e durante un successivo pasto di sangue vengono immesse in un nuovo cane (ospite definitivo) dal cui torrente circolatorio dopo una ulteriore mutazione raggiungono la localizzazione definitiva le arterie polmonari e più raramente il cuore destro e la vena cava. Qui le femmine e i maschi si riproducono e le micro filarie che nascono vanno nuovamente in circolo dove una zanzara le ingerirà e diventerà nuovamente portatrice completando il circolo infestante. Gli adulti nell’ospite definitivo (principalmente cane ma anche altri carnivori) possono sopravvivere fino a cinque o sei anni continuando a produrre micro filarie, quindi potenzialmente infette per altre centinaia di cani.

Il periodo più pericoloso
Nelle nostre zone il periodo in cui si può diffondere la malattia va da marzo- aprile a ottobre - novembre a seconda della regione, cioè il periodo di presenza delle zanzare che sopravvivono fino a quando la temperatura esterna si aggira intorno ai 14°, è quindi comprensibile che in alcune zone del sud e in particolari annate possono sopravvivere anche tutto l’anno aumentando il rischio di diffusione.

Sintomatologia
La presenza nei cani di poche macrofilarie può essere tollerata ma se l’infestazione è massiva le lesioni e i conseguenti sintomi sono gravi. Le lesioni si hanno a carico di vari organi e apparati. A carico dell’arteria polmonare si ha un’endoarterite con ipertensione arteriosa e progressiva insufficienza cardiaca destra. A livello di apparato respiratorio per il rilascio di sostanze da parte dei parassiti (cataboliti) si può verificare un’infiammazione a carico dei polmoni. A livello cardiaco essendo le filarie di dimensioni ragguardevoli (possono raggiungere i 20-30 cm  di lunghezza) si può avere dilatazione cardiaca e la così detta sindrome della vena cava con ostacolo del flusso sanguineo venoso. A livello di reni le forme giovanili (micro filarie) possono depositarsi e causare danni renali. I cani colpiti raramente hanno meno di un anno di età, generalmente più di due. Inizialmente possono essere asintomatici ma poi mano a mano che la malattia progredisce si ha abbattimento, affaticamento precoce,svenimenti e tosse, nelle fasi finali  ascite e edemi agli arti. Se la malattia non viene diagnosticata e curata si può avere la morte dell’animale.

Diagnosi
La diagnosi della malattia è abbastanza semplice, la sintomatologia clinica  e degli esami di laboratorio per evidenziare la presenza del parassita sono sufficienti.
Utile per la prognosi e per come intervenire con una eventuale terapia sono anche un esame radiografico del torace e un esame ecografico a polmoni e cuore.

Terapia
La terapia della filariosi specialmente se l’infestazione è massiva non è priva di rischi, per cui è importante anche una adeguata terapia preventiva oltre a quella specifica nei confronti del parassita. Sarà il veterinario in base allo stadio della malattia e alle condizioni del paziente a scegliere la migliore.

Generalmente si interviene  in due tempi.
Prima contro le forme adulte (macrofilarie), con farmaci specifici come composti arsenicali, melarsomina o tiacetarsamide, tutte molecole con una certa tossicità.
La melarsomina è il farmaco migliore in quanto ha una minore tossicità per cui di elezione. Come già detto, preventivamente è bene trattare il soggetto con farmaci anticoagulanti per evitare che il disfacimento dei parassiti dopo l’azione del farmaco porti a fenomeni di trombo-embolismo, che è tanto più pericoloso per la vita dell’animale, quanto massiva è l’infestazione.
Nella seconda fase si interviene nei confronti delle forme larvali (micro filarie) presenti nel sangue con molecole come l’avermectina,la mibelmicina, a salemectina o la moxidectima. In tutto il periodo della terapia molto importante è tenere il cane a riposo il più possibile. La mortalità dei soggetti con infestazione massiva e fase avanzata della malattia è comunque elevata specialmente se il cane non è più giovane.

Profilassi
Come si può capire da quanto detto sopra, la profilassi facilmente attuabile è di gran lunga la soluzione migliore da mettere in campo. Consiste nella somministrazione a partire dai 3 mesi di vita del cane, di farmaci specifici come per compresse o tavolette masticabili una volta al mese nel periodo di presenza delle zanzare cioè da marzo/ aprile a ottobre / novembre in base alla zona di residenza oppure in alternativa fare somministrare dal veterinario il farmaco specifico per iniezione all’inizio di aprile, questo copre tutto il periodo.

I farmaci
I farmaci attivi nella profilassi della filariosi sono spesso associati ad altre molecole contro altri parassiti come i vermi  o anche come per farmaci di ultina generazione anche contro i vermi piatti (Tenie). Consigliato è anche il trattamento topico con farmaci repellenti nei confronti delle zanzare che può essere applicato sul corpo con spot-on (pipette con farmaco da applicare sul corpo dell’animale), con spray o collari specifici. Molto importante prima della profilassi per escludere che il cane sia già infestato,sottoporlo a un facile test, eseguito dal veterinario con un prelievo di sangue, in quanto la profilassi può essere pericolosa  se effettuata in soggetti già infestati, che in questo caso vanno trattati per la malattia in atto.

 

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