Le neoplasie mammarie nel gatto

di Silvia Lupi   .   10/04/2012

Se prese in tempo possono essere risolte. L'importanza della prevenzione

Le neoplasie mammarie nel gatto

Anche i nostri animali, purtroppo, possono essere colpiti da varie forme di neoplasie. Nel gatto i tumori mammari sono  il terzo tumore per frequenza nelle femmine,; nei maschi  i tumori mammari sono rari. L’evoluzione delle neoplasie che colpiscono le mammelle è inoltre decisamente più infausta nelle femmine, con l’85-90% di tumori maligni. Le metastasi dei tumori maligni sono presenti  nell’80% circa dei casi. Il rischio di sviluppare una neoplasia mammaria si riduce del 91% se la sterilizzazione è effettuata prima dei 6 mesi d’età e dell’86% circa se effettuata prima dell’anno di età.

Le cause scatenanti
A tutt’oggi non si conoscono le cause  esatte che portano allo sviluppo delle neoplasie mammarie, ma  tra i  fattori che possono essere considerati predisponent  vi è  la somministrazione di progestinici (usati come anticoncezionali)  (Non mi risulta). Nei gatti, a differenza che nei cani, sono state individuate anche particelle virali (di tipo C). I progestinici (stimolanti la crescita della parte secernente), specialmente dopo la somministrazione prolungata, aumentano l’incidenza di neoplasie  benigne e maligne. Nessuno studio ha evidenziato una correlazione tra falsa gravidanza, numero di gravidanze e numero di cuccioli, età della prima gravidanza e lattazione, da un lato, e insorgenza di neoplasie, dall’altro. È comunque probabile che le femmine nullipare (che non hanno mai avuto gravidanze) siano più a rischio delle pluripare (che hanno avuto più gravidanze).

I segnali d’allarme
Il proprietario si può accorgere della presenza di un neoplasia mammaria solo se ha acquisito l’abitudine di accarezzare a fondo, accudire e osservare spesso e con attenzione il proprio animale. I tumori alle mammelle si mostrano come masse di dimensioni variabili, da pochi mm a diversi cm (da una capocchia di spillo a un’arancia e oltre). Al tatto hanno spesso una consistenza duro-elastica, talvolta con superficie irregolare (cistica), a volte presentano ulcerazioni, con fuoriuscita di materiale liquido o semiliquido di colore variabile dal paglierino al marrone. Una volta accertata la presenza di una neoplasia mammaria, la gravità della patologia può essere determinata: dallo stadio clinico, cioè dalla dimensione del tumore e dalla sua diffusione, e dal grado istologico. Lo stadio clinico varia a seconda che sia interessata la sola ghiandola mammaria, oppure anche i linfonodi regionali (ascellari e inguinali interni ed esterni  e non) o infine si riscontri la presenza di metastasi in altri distretti del corpo (es. polmoni, ossa ecc.). La gravità della neoplasia viene anche stabilita in gradi, a seconda della grandezza del tumore, del numero di linfonodi interessati e dalla presenza o meno di metastasi. La gravità può derivare inoltre  dal grado istologico che indica la malignità delle cellule neoplastiche e l’espansione della proliferazione neoplastica verso l’interno della ghiandola, verso i vasi linfatici e verso i vasi sanguigni (da stadio 0 a stadio 3).

Il trattamento e la prognosi
Il trattamento delle neoplasie mammarie è essenzialmente chirurgico. Nel gatto l’intervento chirurgico deve rimuovere sempre tutta la fila mammaria interessata, anche se è presente un solo nodulo di piccolissime dimensioni, e i linfonodi corrispondenti. Nei casi di chirurgia più conservativa (asportazione delle singole mammelle interessate), i 2/3 dei gatti presentano recidive del tumore. La chemioterapia adiuvante può avere una qualche utilità per migliorare la prognosi, che dipende dalle dimensioni della neoplasia, dal  grado  istologico, dalla velocità della crescita e dalla stadiazione clinica, ma la sua utilità è tuttora dibattuta

I consigli del veterinario
La prevenzione prima di tutto
Osservare e accarezzare il proprio gatto e, ogni tanto, fare una vera e propria palpazione del suo corpo per evidenziare l’eventuale presenza di masse anomale.
Andare almeno una volta l'anno dal Veterinario per una visita di controllo, anche se l’animale sta bene. Appena ci accorgiamo che il gatto ha qualcosa che non va, andiamo subito dal nostro Veterinario.

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