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Ma e giusto portare il pet anche in vacanza?

di Marco Moresco   .   23/07/2012

Mare, montagna o... pensione

Ma e giusto portare il pet anche in vacanza?

Le vacanze rappresentano un momento che può creare qualche difficoltà per le tante famiglie italiane che vivono con un animale domestico. Le esigenze di tutti i componenti del nucleo familiare non sempre si coniugano facilmente con quelle di un cane o di un gatto, che non possono seguire i compagni umani in qualsiasi tipo di vacanza. Un viaggio, per esempio, presenta delle oggettive difficoltà che non sempre è facile o possibile affrontare con un animale domestico al seguito. La vacanza, insomma, può rappresentare il frangente in cui bisogna saper rinunciare a una meta agognata, o valutare tra diverse opzioni per  scegliere quella più adatta alle esigenze di tutti. Non a caso la vacanza è spesso la prova del fuoco della convivenza umano-pet, il momento cruciale in cui si capisce la vera qualità di questo rapporto. In questa sede vogliamo valutare quali possono essere i diversi approcci di proprietari responsabili di fronte alla vacanza. Capire come, in base alla propria sensibilità e possibilità, sia possibile coniugare al meglio le esigenze della famiglia con quelle del proprio amico a quattro zampe. Per farlo, abbiamo messo a confronto due esperti del settore: Rossella Lomazzi, Medico Veterinario specialista in etologia applicata e benessere degli animali da compagnia, e Stefano Nicelli, giornalista cinofilo e grande appassionato di cani.

Le vacanze e i pet sono incompatibili?

R. L. In relazione alla mia esperienza, sia professionale che personale, vacanze e pet sono un binomio certamente compatibile. Per scegliere il tipo di vacanza, bisogna, però, tenere presenti alcuni aspetti fondamentali del nostro amico. Innanzitutto il carattere e la personalità: se è un tipo timido o estroverso; se ha buone capacità di adattamento o se si stressa facilmente. In secondo luogo va considerata la tipologia anatomica e fisica (es. se è un soggetto brachicefalo, molto sensibile al caldo e all’affaticamento) e il suo stato di salute (es. presenza di patologie dell’apparato cardio-circolatorio o osteo-articolare). Si deve inoltre valutare la possibilità che certe situazioni scatenino problemi comportamentali. È il caso di quelli correlati alla separazione (se si prevede di lasciarlo solo in alcuni momenti della giornata) e di forme di aggressività sia intraspecifica (verso gli altri cani: l’idea di portare con noi il nostro pet in spiaggia diventa una chimera) sia interspecifica (verso persone in luoghi molto affollati). 

S.N. Non direi proprio. Anzi, essendo i pet ormai parte integrante della famiglia, il “problema vacanze” dovrebbe essere gestito allo stesso modo che per un qualsiasi altro membro della famiglia. Tuttavia, portare il proprio animale domestico in vacanza significa scegliere di non interrompere quel legame di scambio comunicativo, emotivo e affettivo che invece verrebbe meno se lo lasciassimo in una pensione. Pertanto se portarlo con noi vuol dire relegarlo nella stanza d’albergo perché ad esempio la spiaggia scelta non accetta cani, allora no. Diventa inutile. Allo stesso modo il pet non può diventare come quei turisti che, dopo un anno di inattività e ozio completo, diventano all’improvviso degli atleti iperattivi. Ci vuole buon senso: un animale sedentario non può di punto in bianco fare chilometri al giorno, camminando o correndo a fianco del padrone in bicicletta. Sfruttiamo semmai i giorni di vacanza per sperimentare un breve corso di obbedienza, da continuare poi con costanza una volta tornati a casa.

È giusto che il cane o il gatto condizionino la scelta della nostra meta estiva?

R.L. Nel momento in cui si adotta un pet, dovrebbe esserci un’attenta valutazione di tutti gli aspetti che comporta questa scelta e, tra questi, anche la gestione delle vacanze. Purtroppo ad oggi, spesso, queste considerazioni non vengono fatte, come testimonia l’ancora alto tasso di abbandoni che si verificano, in particolare, nel periodo estivo. Chi vive il proprio pet come membro integrante della famiglia, spesso trova impensabile separarsi da lui, seppur momentaneamente, nel periodo estivo. C’è, anzi, chi aspetta proprio le vacanze per dedicarsi full-time al proprio compagno a quattro zampe. Per queste persone programmare le proprie vacanze in relazione al proprio pet non è di certo un problema. Per chi non se la sente invece di farsi condizionare le proprie vacanze dal proprio amico, le possibilità sono molte: dalle pensioni (che vanno valutate sempre in anticipo, facendo fare un piccolo periodo di prova al nostro amico) a servizi di dog-sitter. L’importante è sempre fare le proprie scelte in modo responsabile e nel massimo rispetto del nostro amico peloso.

S.N. Per quanto ho detto prima, la risposta è sì. Si fa una scelta ben precisa: portarlo con noi in vacanza. Allora la meta dovrà essere confacente non solo alle caratteristiche psicofisiche dell’animale, ma anche e soprattutto alla possibilità di trascorrere del tempo, di buona qualità, con lui. Purtroppo (o per fortuna) dobbiamo vedere l’animale domestico come un bambino piccolo. E quindi: porteremmo mai un bimbo a un safari in un paese esotico dal clima ostile e ovunque pieno di potenziali pericoli? Oppure, faremmo mai con lui del rafting lungo impetuosi correnti d’acqua? Non credo. Allo stesso modo per l’animale dobbiamo trovare una soluzione vacanziera adatta, che non stravolga troppo i suoi ritmi e che  consenta di conservare quella fondamentale vicinanza con il padrone che, proprio in vacanza, può essere rafforzata e alimentata. In fondo questo è un momento adatto per riscoprire una relazione che magari il poco tempo o lo stress riducono ai minimi termini durante il resto dell’anno.

Come possiamo coniugare al meglio le esigenze del nostro pet con le nostre?

R.L. Mi riallaccio a quanto detto in precedenza, riguardo alla necessità di una valutazione approfondita delle esigenze del nostro amico a quattro zampe, prima di scegliere la meta e la tipologia della vacanza che vorremmo concederci. Ciò è essenziale perché questa esperienza sia davvero positiva per la coppia pet-proprietario e non si trasformi in qualcosa di stressante e spiacevole. Informiamoci dunque prima: sulle strutture più adatte in cui il nostro amico sia il benvenuto (es. possibilità di accesso alla zona ristorante, zone di sgambo, spiagge con accesso ai cani) e sulle regolamentazioni vigenti (es. obbligo di trasportino o museruola in determinate situazioni o mezzi di trasporto; divieti di accesso in determinati luoghi, come musei, chiese e luoghi d’interesse artistico-culturale…). Quindi, informarsi adeguatamente prima serve per pianificare al meglio questa esperienza, che può davvero essere arricchente e piacevole per noi e il nostro pet, ma deve essere fatta nel massimo rispetto del benessere psico-fisico del nostro amico.

S.N. Sgombriamo il campo da facili umanizzazioni: l’animale domestico di fatto “non ha bisogno di vacanza”. Almeno nel senso in cui la intendiamo noi. Questa può tuttavia diventare motivo di curiosità e stimolo mentale, anche se probabilmente la sua prima reazione al nuovo ambiente sarà di spaesamento se non proprio di paura. Ecco allora la chiave di volta giusta: coniugare le nostre esigenze di svago e riposo, con quelle dell’animale di sperimentare un ambiente nuovo, e per questo potenzialmente ricco sotto tutti i punti di vista. Ma anche qui occorre fare attenzione: il nostro amico non va gestito come un adolescente a cui far conoscere per forza la varietà del mondo. Semmai - se mi si passa il paragone - come un anziano che ha voglia di “cambiare aria” ma conserva tutti i suoi ritmi e le specifiche esigenze che non necessariamente combaciano con le nostre.

3 commenti
Franco vettel carera   |   data: 29 Luglio 2012, 15:30

non lasciateli MAI DA SOLI E SOPRATTUTTO NON A A B B A N D O N A T E L I !!!!!

Franco vettel carera   |   data: 29 Luglio 2012, 15:28

Sicuro, i miei cani vengono con me 365giorni all'anno, non li lascio mai da soli o in pensione........ nessun problema con le pensioni, ma meglio che i miei stiano semper con me, ormai siamo INSEPARABILI <3<3<3

Maria Gabriele   |   data: 27 Luglio 2012, 19:47

io ho portato il mio cucciolo di jack russel con me in sardegna... abbiamo preso un appartamento per non dare fastidi oai genitori anziani di mio marito con il cane. Lo portavamo sempre con noi e ciò ha comportato delle autolimitazioni che ci siamo imposti per farl ostressare il meno possibile. Al mare lo abbiam osempre portato (in spiagge poco frequentate per evidenti motivi) ma stavamo solo qualche ora.

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