Seduto e... fermo

di Simone Dalla Valle   .   07/03/2011

Per insegnare al cane a stare fermo servono un buon piano di lavoro e..tanta calma

Seduto e... fermo

Premiare e quindi incentivare gli stati di calma e la riflessività, infatti, ci aiuta a risolvere tanti piccoli problemi quotidiani ed è per questo motivo che dobbiamo ricordarcene anche durante il training quotidiano. Soprattutto in questa occasione, poichè affronteremo proprio l'esercizio con cui insegniamo al cane a rimanere fermo e tranquillo, e poco importa se si trova vicino a noi o se ci dobbiamo allontanare di qualche metro.

Costruiamo le fondamenta
Come al solito ricordiamoci di portare con noi numerosi bocconcini utili a rinforzare le esecuzioni corrette, meglio ancora se conservati all'interno di una sacchetta perché, se non quando richiesto, sarebbe sempre meglio non tenerli in mano mentre si imposta un esercizio. Individuiamo un posto tranquillo e privo di troppe distrazioni, visto che il nuovo esercizio metterà a dura prova il nostro pupillo e, prima di iniziare, concediamogli la possibilità di sfogarsi ed esplorare il luogo in cui si trova.
Dopo qualche minuto richiamiamolo e chiediamogli di sedersi, se lo fa gratifichiamolo ma aspettiamo qualche secondo prima di premiarlo, poi arretriamo di qualche passo, chiamiamolo e ripetiamo la stessa sequenza altre 10 volte per poi lasciarlo libero.
Così facendo stiamo presentando al cane un esercizio che già conosce, il seduto, ma con una variante rispetto alla tempistica con cui siamo soliti premiarlo, che spiazzandolo ci permetterà di vedere il nostro beniamino seduto e fermo davanti a noi per un breve lasso di tempo: inconsapevolmente sta già inanellando una prima serie positiva di ripetizioni. In seguito a questa prima pausa richiamiamolo e ripetiamo ancora una volta la stessa sequenza, se il cane rimane seduto nonostante la ricompensa arrivi con un certo ritardo è il momento di inserire il segnale che da questo momento significherà “rimani fermo”.

Chiediamogli di sedersi e appena lo fa, allunghiamo un braccio difronte a noi nel classico gesto usato per intimare a qualcuno di fermarsi, e pronunciamo il nome che abbiamo dato a questo esercizio, ad esempio “fermo”. Subito dopo gratifichiamolo, diamogli la ricompensa che gli spetta e mentre la mastica riproponiamo gesto e segnale vocale, aspettiamo qualche secondo e poi premiamo nuovamente, proseguendo con altre 10 ripetizioni durante le quali dovremo progressivamente aumentare la tempistica di attesa di qualche secondo ogni volta. Quando il cane sarà in grado di rimanere fermo e tranquillo per almeno 10 secondi, avremmo posto le fondamenta necessarie per gli innumerevoli sviluppi che questo esercizio può e deve avere. In questa occasione discuteremo anche la fase di allontanamento, mentre nel prossimo numero affronteremo la fase di generalizzazione, grazie alla quale potremo chiedere al nostro cane di rimanere fermo, nelle occasioni più disparate che ci troveremo ad affrontare nella vita quotidiana.

E' arrivato il momento di allontanarsi
Una prima variazione sul tema è rappresentata dal nostro allontanamento dal cane, un gesto che per molti quadrupedi sappiamo essere motivo di immediato avvicinamento. Esercitarsi affinché il cane ci aspetti mentre ci spostiamo di qualche passo per poi tornare da lui è importante anche per insegnare al nostro amico la calma e soprattutto per aumentare la sua capacità di controllo della frustrazione che può nascere dal non poterci seguire immediatamente.

Un insegnamento che ci tornerà spesso utile
Chiediamoli di sedersi, pronunciamo il segnale “fermo” e mantenendo il braccio teso difronte a noi accenniamo un paio di passi, camminando all'indietro, per valutare la reazione del nostro amico. Se rimane fermo torniamo subito da lui e premiamolo con gratificazioni e cibo. Se invece tende ad alzarsi, alterniamo ripetizioni in cui lavoriamo sulle tempistiche ad altre in cui riduciamo al minimo il nostro allontanamento, finché non lo convinciamo che non abbiamo alcuna intenzione di andarcene. In questa fase è importante che non abbiate cibo nelle mani (onde evitare di invogliare il cane ad avvicinarsi) e che non lo gratifichiate, neanche con la voce, prima di essere tornati al punto di partenza, affinchè impari che l'esercizio finisce solo quando siamo vicini a lui e non mentre siamo fermi a distanza.

Step by step dev'essere il nostro motto
Pretendere che il cane memorizzi quanto gli insegniamo dopo poche ripetizioni e per questo ridurre subito l'uso dei premi è l'errore più comune durante il training, soprattutto in questa occasione perché il “fermo” è un esercizio che dev'essere sviluppato cercando di ottenere performance crescenti sia rispetto alle tempistiche di attesa, che rispetto alle distanze che dovremmo percorrere per allontanarci dal cane.
Ogni obbiettivo può essere raggiunto solo se gli step precedenti sono stati affrontati con successo, questo significa che se il vostro cane si muove ogni volta che sono trascorsi 10 secondi o che vi siete allontanati di 10 passi, non ha alcun senso cercare di tenerlo fermo tentando di arrivare a 15, bisognerà invece continuare a lavorare con tempistiche e distanze inferiori in modo che si rilassi e riesca autonomamente a raggiungere gli obbiettivi sperati. Ostinarsi invece nell'ottenere un risultato, significherebbe effettuare ripetizioni sbagliate e quindi frustranti per voi e il cane, che rischierebbe di andare in confusione e quindi compromettere quanto di buono ottenuto fin'ora.

*I testi sono di proprietà dell'autore. E' vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti senza l'autorizzazione dell'autore

0 commenti

Nessun commento per questo articolo.
Argomenti e articoli correlati