L'adozione deve essere consapevole

di Maria Cristina Crosta   .   03/12/2013

Come prepararsi a ospitare un nuovo micio: dalla visita pre-adozione alla sistemazione della casa secondo le sue esigenze

L'adozione deve essere consapevole

Prima di adottare un animale da compagnia è opportuno chiedere consiglio al Medico Veterinario. La visita pre–adozione è un momento fondamentale per quanto riguarda la nascita di un futuro legame uomo–animale pienamente soddisfacente per entrambe le parti.

Tutti i componenti della famiglia devono essere d’accordo per quanto riguarda l’adozione di un gattino, altrimenti “il pelo sparso ovunque” o "il divano graffiato" possono scatenare “una guerra” che nei casi più estremi porta all’abbandono dell’animale.

Il gattino adottato “per i bambini” deve essere desiderato in primo luogo dai genitori, in quanto saranno loro a doversene occupare. È bene sottolineare che non esiste il gatto “per i bambini”: un gattino non correttamente socializzato alla specie umana risponderà alle coccole con morsi e graffi.

Una corretta socializzazione
Il gattino dovrebbe essere adottato intorno ai due mesi di vita poiché, per favorire un corretto sviluppo comportamentale, è fondamentale che rimanga a lungo con la madre: l’educazione messa in atto da mamma gatta gli permette di diventare un adulto equilibrato. È opportuno scegliere il gattino che si avvicina spontaneamente al partner umano, depone le marcature facciali sfregando le guance e mostra una buona tolleranza alla manipolazione.

Per favorire l’inserimento del piccolo nella nuova abitazione, è opportuno rendere la casa accogliente dal suo punto di vista. È necessario: utilizzare i feromoni di sintesi, posizionare correttamente i punti-cibo e la cassetta igienica, disporre numerosi luoghi di riposo e graffiatoi, realizzare un corretto arricchimento ambientale.

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Impariamo a capirlo
I gatti utilizzano un’ampia gamma di suoni rispetto agli altri carnivori. Fino a qualche anno fa si pensava che questi segnali fossero frutto della domesticazione e, quindi, rivolti essenzialmente verso l’uomo. In seguito numerosi studiosi hanno riscontrato che i vocalizzi possiedono una grande importanza anche all’interno dei gruppi costituiti dai soli gatti. Fino ad oggi però non è stata realizzata alcuna “traduzione” dei messaggi sonori emessi dai piccoli felini.

Per quanto riguarda i segnali visivi è possibile osservare quelli emessi con tutto il corpo, con il viso e con la coda. Il comportamento di aggressione difensiva (o per irritazione) è caratterizzato dalla flessione degli arti, le orecchie sono appiattite sulla testa e portate lateralmente. Il corpo scivola progressivamente fino a porsi su di un fianco mentre la coda scompare tra gli arti posteriori.

Quando il gatto effettua un comportamento di aggressione offensiva (o territoriale) il corpo si solleva sempre più grazie all’estensione degli arti ed il dorso assume lentamente la forma ad u rovesciata. Le orecchie sono appiattite sulla testa e portate all’indietro mentre la coda si solleva sempre più fino ad assumere la posizione concava.

Non sono stati effettuati studi in relazione al messaggio trasmesso dal movimento della sola punta della coda anche se molti studiosi ritengono che il gatto comunichi di “stare alla larga”. Invece, la coda tenuta in posizione verticale costituisce un segnale di “saluto” diretto ai gatti o agli esseri umani che fanno parte del proprio gruppo.

L’organizzazione del territorio
Il gatto organizza l’ambiente in cui vive suddividendolo in zone (chiamate campi territoriali) dove svolge le principali attività quotidiane: alimentarsi, giocare, dormire ed evacuare. Il piccolo felino depone nei pressi di tali luoghi segnali che permettono di identificare con facilità ogni campo territoriale: sfrega le guance sugli oggetti bene in vista e ne graffia altri.

I segnali di identificazione sono costituiti dai “feromoni facciali” deposti mediante lo sfregamento della parte laterale del viso sugli oggetti e sugli esseri viventi esplorati che in questo modo divengono conosciuti e non rappresentano più un pericolo. Le graffiature indicano la presenza di un occupante abituale di quel territorio e sono effettuate in vicinanza dei campi di isolamento (luogo di riposo), di alimentazione, di eliminazione e nei luoghi di passaggio tra l’interno e l’esterno dell’abitazione.

Il cibo
Il gatto si alimenta sia durante il giorno sia durante la notte, assumendo tanti piccoli pasti, anche quindici/ sedici nelle 24 ore. Se a questa abitudine si aggiunge che il gatto di appartamento si muove molto poco, è evidente come il nostro micino sia esposto al sovrappeso.

È importante perciò abituarlo fin da subito a regolare da solo l’assunzione di cibo in base alla propria attività: per ottenere questo risultato, mettiamogli a disposizione cibo secco in quantità, cibo umido, una o due volte al giorno e, saltuariamente, qualche leccornia come premio.

La cassetta igienica
Ogni gatto dovrebbe avere a disposizione una, o meglio due cassette, con lettiera sempre pulita, sabbia semi-agglomerante, senza deodoranti o sostanze irritanti che si sciolgono esalando cattivi odori. Il gatto è un animale molto pulito e, una volta adulto, preferisce urinare e defecare in cassette diverse.

I luoghi di riposo
Il gatto dedica gran parte della giornata al riposo, così da essere pronto per lunghe battute di caccia o di gioco (in natura i picchi della caccia sono all’alba e al tramonto). È importante sapere che un gatto non dorme mai per lunghi periodi nello stesso luogo ma lo cambia frequentemente. Per “indirizzare” la scelta, è opportuno posizionare substrati particolarmente attraenti, come ad esempio tessuti di pile o copertine di lana, in luoghi nascosti e protetti che possano permettere al gatto di riposare senza essere disturbato.

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I graffiatoi
Il gatto organizza l’ambiente in cui vive suddividendolo in zone (campi territoriali) dove svolge le principali attività quotidiane: alimentazione, gioco, riposo ed evacuazione. Inoltre, nei pressi di questi luoghi, depone segnali che gli permettono di identificare con facilità ogni campo territoriale: sfrega le guance sugli oggetti bene in vista e ne graffia altri. Il gatto depone le graffiature vicino ai luoghi dove dorme, dove evacua e vicino alle entrate e uscite (porta finestra, porta di casa). I materiali preferiti sono tronchetti di legno, corda di sisal, moquette o tessuti molto ruvidi.

L’arricchimento ambientale
L’ambiente esterno è ricco di stimoli visivi, uditivi e tattili: il gatto dedica gran parte della giornata alla cattura della preda, a relazionarsi con i propri simili e con gli esseri umani, a esplorare e a deporre le marcature olfattive e visive, a riposare e così via. L’arricchimento ambientale è fondamentale per il gatto che vive all’interno di un appartamento e che non ha la possibilità di accedere all’ambiente esterno.

I giochi devono permettere al piccolo di svolgere un’attività di caccia: scatole con alcuni fori contenenti topolini giocattolo, giochi in elevazione, tunnel, oggetti appesi ricoperti da piume e così via. È opportuno lasciare a disposizione solo alcuni giochi alla volta e riproporli dopo qualche giorno a rotazione,  per tenere  viva la curiosità del gatto.

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