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Uno strano guardiano di galline

di Davide Acerbi   .   26/07/2012

Eravamo tutti stupiti dal rispetto con cui il nostro cane trattava le galline, ma un motivo c'era

Uno strano guardiano di galline

Non so se fu grazie all’abitudine di mia madre di dare ogni tanto al cane qualche avanzo, o per evitare di pulire il marciapiede dopo che gliene era caduto uno. In ogni modo scoprimmo presto che Kira, il nostro pastore tedesco, amava le uova di gallina. Da allora, non appena vedeva qualcuno con uno o più uova in mano, lo seguiva per il cortile con educata trepidazione in attesa che gliene cadesse almeno uno.

Mia madre è sempre andata fiera del suo pollaio e le uova certo non mancavano, anche perché, fino a quando c’era nonna, ne faceva un piccolo commercio con amici e parenti. Le galline col bel tempo erano lasciate libere di razzolare nel cortile e nel giardino e quando decidemmo di tenere il cane eravamo un po’ preoccupati per la loro incolumità.

Ma la nostra preoccupazione svanì rapidamente non appena vedemmo che Kira non solo non le rincorreva, ma non le degnava proprio di uno sguardo. Lo faceva solo quando mia madre gli chiedeva di aiutarla a rimandarle nel pollaio. In quel caso era efficientissima, faceva delle misurate corse spingendo le galline a gruppi o una alla volta oltre la porta del pollaio. Noi assistevamo a quelle scene con divertito sospetto. È vero che il pastore tedesco è un cane da pastore (sic) e non da caccia, ma non ci saremmo mai aspettati una condotta così esemplare.

Quando scoprimmo la passione di Kira per le uova ci fu chiaro il suo ossequioso rispetto per le galline, anche se probabilmente era solo frutto del suo istinto di cane da pastore. Lei seguiva sempre mia madre fino alla stanza delle cassette con la paglia dove le galline deponevano le uova, poi mia madre, finito di raccoglierle, gliene lanciava uno sul marciapiede di cemento liscio e lei se lo leccava via tutto.

Avvenne però che, una volta conquistata la nostra fiducia, Kira cominciò a fare da sola lo stesso percorso. Quando le galline venivano liberate, sfruttando le porte aperte, sgattaiolava nel pollaio e rubava dalle cassette di legno. Con aria disinvolta e orecchie basse girava l’angolo e ne usciva al piccolo trotto tenendo l’uovo intero tra i denti, per andare a mangiarselo in santa pace. 

Da quel momento cominciammo a tener sempre chiuse le porte del pollaio. Ma non avevamo ancora pensato al peggio. Mia madre e mia nonna usavano depositare le uova raccolte in un plateu di cartone in cantina. Un giorno, forse per lasciare circolare un po’ d’aria, la porta rimase aperta e dopo qualche ora trovammo tutti i gusci rotti e vuoti sul pavimento. Il gentile guardiano delle nostre galline si era fatto una bella scorpacciata.

4 commenti
Davide Acerbi   |   data: 26 Settembre 2012, 17:20

Davvero! E pensa che non gli abbiamo mai insegnato nulla in quel senso. Il suo istinto da pastore era formidabile :-)

POBBIATI POBBIATI   |   data: 05 Settembre 2012, 12:20

Bellissima!! Meno male gli piacciono solo le uova e non le galline!! :)

Davide Acerbi   |   data: 03 Agosto 2012, 14:28

Grazie Isa! Sì, per quanto riguarda le uova era proprio una birbona. Però è stata un cane bravissimo, l'unica cosa che abbiamo dovuto un po' insegnarle è stato di non correre dietro al motorino della postina :-) ciao!

isa fiore   |   data: 01 Agosto 2012, 17:29

ah ah ah carina la storiella e che birba Kira! Da tenere sott'cchio .....

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