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Cane:
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La soluzione migliore è quella di verificare con il veterinario l’incremento ponderale, le chilocalorie perse con l’allenamento e quelle dell’alimento utilizzato quotidianamente. La rivalutazione della razione giornaliera in funzione degli extra ci permette di evitare eccessi nocivi. Attenzione alla formulazione del “bocconcino”: sale in eccesso, conservanti e appetibilizzanti a volte sono più dannosi delle chilocalorie in più.
Prima dell’imbarco un pasto leggero e una ciotola d’acqua fresca durante
la traversata. Due giorni prima è consigliabile la somministrazione di
fermenti lattici per uso veterinario per ridurre il rischio di diarrea da stress.
Una volta arrivati, dopo qualche ora di riposo, torni alla dieta consueta.
Per il suo cane la dieta è al pari di un “farmaco salvavita”. La dieta specifica rallenta la malattia epatica, mentre gli snack contengono proteine e appetibilizzanti in quantità non idonee per il fegato. Per premiarlo può somministrare qualche croccantino della dieta prescritta.
Se non ci sono problemi di allergie o intolleranze alimentari, possiamo aggiungere dei cubetti di grasso di maiale non salato di circa 10 gr. Se il cane ha già una dieta ipoallergenica o monoproteica, si possono aggiungere grassi vegetali (olio di girasole, mais o lino) che, pur apportando calorie, non alterano la formulazione dell’alimento consigliato dal Veterinario curante.
Questa eventualità si verifica quando sono presenti contemporaneamente fenomeni di intolleranza alimentari e di allergia. Ad esempio se il cane è intollerante al pollo ed è allergico anche all’acaro della polvere, allora è possibile che in corso di dieta ad eliminazione si assista ad una notevole attenuazione del prurito, che tuttavia non scompare completamente. Se il cane è intollerante al pollo, allergico all’acaro della polvere e allergico anche al polline dell’Ambrosia, è possibile che in corso di dieta il prurito si attenui o scompaia durante l’autunno o l’inverno, ma che si ripresenti in forma più o meno grave in primavera ed estate, quando fiorisce l’Ambrosia.
Dopo aver fatto diagnosi di intolleranza alimentare grazie all'utilizzo della dieta a eliminazione, viene integrato alla dieta un nuovo componente al quale il gatto o il cane potrebbe essere allergico (ad esempio il pollo) e lo si somministra insieme alla dieta ipoallergenica. Se per due settimane consecutive non si verifica alcuna comparsa della sintomatologia vuol dire che il pollo non è causa di intolleranza e quindi si testa un nuovo alimento (ad esempio il manzo). Se, al contrario, compare prurito si interrompe immediatamente la somministrazione di pollo (che a questo punto è sicuramente un responsabile dell’intolleranza), si riprende con la dieta ipoallergenica fino alla scomparsa del prurito e quindi si testa il successivo alimento (manzo).
Nel nostri animali non si è ancora riusciti con certezza a correlare i risultati delle prove allergologiche su sangue e la reale risposta intollerante dell'organismo verso un allergene, sia che si tratti di intolleranza sia che si tratti di allergia. La conseguenza è che gli esami del sangue non riescono a individuare l’esatta sostanza che determina intolleranza alimentare o l'allergia. Per questo motivo nel cane e nel gatto l’unico modo per ottenere una diagnosi certa di intolleranza alimentare è somministrare una dieta che sia libera al 100% da sostanze verso le quali l’animale può avere sviluppato l’intolleranza, cioè libera al 100% da sostanze delle quali il nostro animale si è sempre (o spesso) nutrito. Questa dieta viene chiamata in vari modi: dieta sottrattiva, dieta ad eliminazione, dieta privativa, dieta ipoallergenica.
La L-carnitina e la Taurina effettivamente non sono sostanze intercambiabili. Sono molto diverse tra loro e una mancanza di una o dell’altra porta, in alcuni cani a gravi problemi cardiaci.
Per abituare il cucciolo al nuovo sapore e alla nuova consistenza cominci a mischiare qualche crocchetta al cibo umido e man mano ne aumenti la quantità fino ad abituarlo al nuovo alimento. Se però il suo cane è di piccola taglia potrebbe fare fatica ad abituarsi alle crocchette.
I cani con problemi cardiaci non devono assolutamente essere sottoposti a sforzi intensi e brevi, come per esempio corse, scatti, salti, gioco del riporto, caccia, ma gestiti in maniera tranquilla. Sono consigliate passeggiate non troppo lunghe ad andature moderate. Non dovrebbero essere portati in luoghi in alta montagna o in ambienti poco ventilati, né essere esposti al caldo estivo e all' eccessiva umidità.
Qualche premio ogni tanto non si nega a nessuno. Ma spesso, malgrado le migliori intenzioni, il cucciolo diventa troppo esigente. Quasi senza eccezione, i cuccioli che diventano molto esigenti e schizzinosi con il cibo sono stati viziati dai loro proprietari. A parte qualche sporadico bocconcino fuori pasto, il cucciolo andrebbe nutrito con alimenti specifici per lui. Non prendete l'abitudine di dargli qualche vostro avanzo mentre siete a tavola: rischiereste di farlo diventare particolarmente capriccioso in materia di cibo, oltre che sovrappeso.
Assolutamente no: i nostri avanzi sono in genere troppo conditi, determinando nell’animale difficoltà di digestione. Inoltre il nostro cibo non contiene tutti gli ingredienti di cui il cane necessita e fornisce quindi un’alimentazione non bilanciata.
Alcune essenze aggiunte ai cibi commerciali per cani sono molto utili per l'apporto di sostanze fitochimiche, minerali e antiossidanti, che assunte a piccole dosi, ma per tempi prolungati, aiutano a prevenire l'insorgenza di alcune malattie e migliorano lo stato di salute di diversi apparati dell'organismo, soprattutto quello gastrointestinale e cardiocircolatorio.
Normalmente si considera “senior” un cane nell'ultimo terzo della sua aspettativa di vita. Per esempio, un cane di taglia grande (come un alano) che vive normalmente circa 9 anni, sarebbe considerato "senior", all'età di 6 anni. Un barbone che vive normalmente a 15 anni sarebbe stato "pensionato" a 10. Naturalmente, esistono molte eccezioni e se un cane è attivo e in buona forma, potrebbe continuare a essere alimentato con le formule degli adulti, effettuando regolarmente gli esami del sangue per tenere sotto controllo i parametri ematici e prevenire i cambiamenti indotti dall'età.
Le diete casalinghe producono facilmente degli squilibri nutrizionali che a volte portano a delle vere e proprie intolleranze o allergie. Per cui, specialmente in presenza di sintomi di intolleranza e allergia, è bene seguire una dieta apposita con cibi industriali studiati per questo tipo di problema.
Alla fine della poppata è necessario massaggiare con un batuffolo di cotone imbevuto di olio o inumidito la regione perineale per stimolarne la defecazione e la minzione che sono atti riflessi di cui è molto importante tener conto.
L’alimentazione del cane deve essere commisurata alle sue reali necessità. Non è necessario diminuire la quantità di cibo, se l’attività fisica rimane invariata. Se invece dopo l’operazione l’animale si tranquillizza molto, bisognerà agire di conseguenza.
Certo. Gli antiossidanti naturali, essendo dei composti già presenti nell’organismo, sono di fatto più sicuri e meglio tollerati dall’animale rispetto a sostanze chimiche che possono dare origine a forme allergiche.
Le articolazioni dei cuccioli di taglia grande e gigante, durante il loro rapido accrescimento, sono sottoposte a forte stress. Per questo motivo è bene provvedere a un’integrazione della dieta con prodotti condroprotettori. Naturalmente, il tutto deve avvenire dietro indicazione e controllo del suo Veterinario.
In commercio esistono delle diete specifiche dalla consistenza quasi liquida, che possono essere somministrate mediante un’apposita siringa. Il pasto deve sempre essere somministrato in piccole quantità e più volte durante la giornata. È comunque bene che si consulti prima con il suo veterinario di fiducia.

