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Diritti e doveri - Cane

Cane:
Diritti e doveri

  • Dei vicini di casa sono andati in ferie per l'intero mese di agosto, lasciando in giardino il cane a cui qualcuno porta da mangiare e da bere ogni tanto. Il cane abbaia sempre e se ci si avvicina al cancello diventa aggressivo. Cosa si può fare?

    La situazione che descrive è ovviamente intollerabile, sia per le sofferenze che produce nel cane, sia per il disagio che porta nel vicinato. In casi simili la cosa migliore da fare è contattare la sezione più vicina di un'associazione animalista sul territorio, o anche le autorità locali di pubblica sicurezza (Carabinieri, Polizia Municipale). Nel caso venga ravvisata una situazione di maltrattamento del cane, che ci pare evidente, si potrebbe arrivare anche all'intervento della magistratura con un provvedimento che porti alla "liberazione" del cane e al suo affidamento a personale qualificato.

  • Il mio cane non è aggressivo, ma è molto vivace e a volte mi scappa. Se combina qualche guaio, nonostante abbia fatto il possibile per tenerlo sotto controllo, è sempre colpa mia?

    Salvo casi eccezionali, il proprietario risponde sempre dei danni provocati dal proprio animale. Il principio fondamentale è che al proprietario spetta l’obbligo di custodia del cane, anche se spesso si sollevano dubbi sugli effettivi confini di questa responsabilità civile e penale. A questo proposito la Corte di Cassazione ha sottolineato come non sia sufficiente che il proprietario dimostri “di avere usato la comune diligenza nella custodia dell’animale”. Non basta cioè aver legato il proprio cane alla catena, aver apposto il cartello “attenti al cane”, o aver trattenuto l’animale in un recinto. In sostanza, il  proprietario deve risarcire i danni provocati dal cane anche se ha fatto il possibile per evitarli. La responsabilità del proprietario (art. 2052 del Codice Civile) riguardo ai danni cagionati, infatti, trova un limite unicamente nel caso fortuito, cioè nell’intervento di un fattore esterno (imprevedibile, inevitabile ed eccezionale) alla causa del danno.
    Il propretario può, inoltre, essere chiamato a rispondere penalmente se il suo cane aggredisce qualcuno. La Corte di Cassazione (sentenza n. 20054, 2010) in questo caso ha chiarito che la responsabilità del proprietario sussiste quando si accerta che la custodia è stata negligente.

  • Ho letto sul giornale di un cane che è morto perché lasciato sul balcone d'estate per giorni senza avere acqua a disposizione. Il proprietario è sotto processo, ma cosa rischia davvero?

    In Italia il Codice Penale punisce con la pena della reclusione da 4 mesi a 2 anni chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale (art. 544 bis C. P.) e da 3 a 18 mesi di reclusione o con multa da 5.000 a 30.000 euro chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie, o strazio” con aumento della pena fino alla metà se da tali comportamenti deriva la morte  (art. 544 ter C. P.).
    Perché possa applicarsi tale norma è opinione comune che non debba sussistere necessariamente la volontà di uccidere l’animale ma che sia sufficiente un’azione o un'omissione tale da portare a questo esito. 
    In sostanza, nel caso specifico, è stato sufficiente "accettare il rischio” che l'animale lasciato al sole sul balcone senza acqua avrebbe patito gravi sofferenze.
     

  • Ho sentito che esiste il reato specifico di traffico di animali da compagnia, è vero?

    Da qualche tempo è stato effettivamente introdotto il reato di traffico illecito di animali da compagnia, che prevede sanzioni penali per chi introduce illegalmente cani e gatti in Italia. La norma prevede la reclusione da tre mesi a un anno, multe da 3.000 a 15.000 euro e punisce non solo chi introduce gli animali, ma anche i conniventi nel nostro Paese -“basisti” che si dedicano alle attività di trasporto, commercio e allevamento- con la sospensione delle attività da tre mesi a tre anni.

  • Ho un cane che abbaia spesso e un vicino di casa minaccia sempre di denunciarmi per il disturbo che dice di patire. Ma cosa rischio davvero?

    Chi possiede un animale “rumoroso” rischi di vedersi contestare quanto disposto dall'art. 659 del Codice Penale (“disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”) che recita: “chiunque mediante schiamazzi o rumori, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, è punito con l’arresto fino a tre mesi” o con un’ammenda fino a 300 euro. Inoltre nel Regolamento di Polizia Urbana del Comune di residenza è spesso previsto che il cane non rechi disturbo o danno al vicinato; durante la notte non deve disturbare la quiete pubblica abbaiando.

    Tuttavia non è sufficiente che il disturbo sia arrecato ad un solo vicino, è necessario che riguardi una pluralità di persone. L’interesse tutelato dalla norma è quello della pubblica tranquillità. È necessario, dunque, che i rumori derivanti dagli animali siano idonei “ad incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone”. Spesso, infatti, succede che le liti tra vicini di casa abbiano radici diverse (antipatie, rancori antichi, dispetti vari) e gli animali siano solo un pretesto per “colpire” il vicino mal sopportato: capita, dunque, che si denuncino ingiustamente per disturbo cani, gatti o altri pet solo perché si vuole procurare un grattacapo al vicino antipatico.

    Attenzione, però. Un cane che abbaia di continuo non è un cane sereno. Non ci si deve illudere di poterlo lasciare tutto il giorno sul balcone o in giardino: esige la compagnia e la presenza degli esseri umani. Sul balcone, pur grande e accogliente, il cane da solo soffre. Quindi abbaia per richiamare l’attenzione dei suoi tutori, creando effettivo disturbo e fastidio.

  • Tornando dalla spiaggia ho visto un cane chiuso in una macchina che era chiaramente spossato dal caldo. Non sono riuscita a trovare i proprietari, ma cosa si deve fare in casi del genere?

    In casi simili, se non si rintraccia subito i proprietari dell'auto, è necessario chiedere l'intervento di Polizia, Polizia Municipale o Carabinieri per procedere eventualmente alla rottura di un finestrino e liberare l'animale. I cani non sudano e nche pochi minuti chiusi in macchina sotto il sole possono essere fatali. La normativa che si applica in questi casi a chi ha lasciato il cane in una situazione tanto disagevole è quella che tutela gli animali d’affezione: la Legge 189/2004 contro l’abbandono e il maltrattamento. Per maltrattamento di animali si rischia il carcere o una multa da 3.000 a 15.000 euro.

  • Ho sentito di investimenti di animali da parte di macchine che poi scappano senza fermarsi. Se mi trovo ad assistere a un investimento, cosa devo fare?

    In base all’art. 189 comma 9 bis del Codice della Strada: «L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311».

    Non è punibile quindi solo l'investitore ma, anche se non si è coinvolti in un incidente e/o non si è diretti responsabili dell’investimento, è necessario prestare soccorso agli animali feriti. Ovviamente se l'animale necessita di cure importanti, chi assiste a un investimento adempie ai suoi obblighi denunciando immediatamente il fatto all'autorità competente in modo da far intervenire al più presto i soccorsi. Le autorità a cui rivolgersi sono la Polizia di Stato (tel. 113), o i Carabinieri (tel. 112), oppure i Vigili Urbani del Comune in cui è avvenuto l’investimento (ogni Comune ha un proprio numero telefonico di Polizia locale) per far intervenire una pattuglia.

  • Come devo comportarmi se vedo qualcuno che abbandona un cane o un gatto?

    Deve denunciare al più presto il fatto al più vicino organo di Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Vigili urbani, Corpo forestale, Guardia di finanza) possibilmente fornendo elementi identificativi della persona che ha abbandonato l'animale. Denunciare una persona ai sensi del Codice penale (e, ovviamente, della Legge 189/2004) è semplice. Non si rischia nulla. L’abbandono è reato procedibile d’ufficio: non si prevede quindi il pagamento delle spese processuali e l’eventuale risarcimento del danno a carico di chi ha avviato un procedimento penale che si concluda con l’assoluzione dell’imputato.
    La legge parla chiaro: sia la Legge 281/1991 sia la Legge 189/2004 puniscono l’abbandono di animali. Più recentemente sono state inasprite ulteriormente le sanzioni: oggi (considerato anche che l’abbandono viene considerato maltrattamento) è prevista la reclusione fino a un anno e multe da 3.000 a 15.000 euro.