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Gatto:
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Innanzitutto lascia sempre a disposizione più fonti alimentari, meglio se di alimento secco per via dei tempi di conservazione, in più punti della casa. Poi pensi a quali altre attività può proporre al gatto quando chiede cibo: la sua non è quasi mai una richiesta dettata dalla fame bensì dal desiderio di stare assieme.
Se si utilizza lo stesso cibo ma si variano solo i gusti non c'è problema, se invece decide di cambiare il tipo di cibo, il consiglio è di farlo gradualente mischiandolo con il vecchio cibo per poi aumentare la dose del nuovo fino a sostituirlo completamente.
Durante la gravidanza il fabbisogno alimentare aumenta. È necessario quindi cambiare la dieta con un cibo specifico che contenga tutte le vitamine di cui l’organismo abbisogna per portare avanti la gravidanza e far crescere il feto nel migliore dei modi.
Questa eventualità si verifica quando sono presenti contemporaneamente fenomeni di intolleranza alimentari e di allergia. Ad esempio se il cane è intollerante al pollo ed è allergico anche all’acaro della polvere, allora è possibile che in corso di dieta ad eliminazione si assista ad una notevole attenuazione del prurito, che tuttavia non scompare completamente. Se il cane è intollerante al pollo, allergico all’acaro della polvere e allergico anche al polline dell’Ambrosia, è possibile che in corso di dieta il prurito si attenui o scompaia durante l’autunno o l’inverno, ma che si ripresenti in forma più o meno grave in primavera ed estate, quando fiorisce l’Ambrosia.
Dopo aver fatto diagnosi di intolleranza alimentare grazie all'utilizzo della dieta a eliminazione, viene integrato alla dieta un nuovo componente al quale il gatto o il cane potrebbe essere allergico (ad esempio il pollo) e lo si somministra insieme alla dieta ipoallergenica. Se per due settimane consecutive non si verifica alcuna comparsa della sintomatologia vuol dire che il pollo non è causa di intolleranza e quindi si testa un nuovo alimento (ad esempio il manzo). Se, al contrario, compare prurito si interrompe immediatamente la somministrazione di pollo (che a questo punto è sicuramente un responsabile dell’intolleranza), si riprende con la dieta ipoallergenica fino alla scomparsa del prurito e quindi si testa il successivo alimento (manzo).
Nel nostri animali non si è ancora riusciti con certezza a correlare i risultati delle prove allergologiche su sangue e la reale risposta intollerante dell'organismo verso un allergene, sia che si tratti di intolleranza sia che si tratti di allergia. La conseguenza è che gli esami del sangue non riescono a individuare l’esatta sostanza che determina intolleranza alimentare o l'allergia. Per questo motivo nel cane e nel gatto l’unico modo per ottenere una diagnosi certa di intolleranza alimentare è somministrare una dieta che sia libera al 100% da sostanze verso le quali l’animale può avere sviluppato l’intolleranza, cioè libera al 100% da sostanze delle quali il nostro animale si è sempre (o spesso) nutrito. Questa dieta viene chiamata in vari modi: dieta sottrattiva, dieta ad eliminazione, dieta privativa, dieta ipoallergenica.
Sì, l’alimentazione è fondamentale per migliorare il quadro clinico del gatto affetto da insufficienza renale. L’apposita dieta assicura l’apporto di proteine ad alto valore alimentare senza sovraccaricare i reni.
Se il gatto è abituato al cibo secco, si possono utilizzare snack morbidi o semi-liquidi. Per il suo gatto è importante calcolare l’apporto proteico e di cloruro di sodio che lo snack fornisce, per non modificare la razione giornaliera formulata dal veterinario.
In realtà n è necessario aggiungere vitamine, proteine e sali minerali. Anzi sono controindicati perché gli alimenti di alta qualità sono già bilanciati e si rischia di creare seri squilibri nel metabolismo del gattino.
No, perché la carne cruda spesso contiene batteri che possono essere molto dannosi per l’animale ed essere poi trasmessi all’uomo.
No, perché pur essendo un carnivoro stretto in natura cattura ed ingerisce prede intere (erbivori od onnivori). La sua dieta è così equilibrata.
Si deve evitare di dare avanzi da tavola al gattino perché non sono adatti ai suoi fabbisogni nutrizionali e possono creare squilibri a livello gastroenterico (vomito, diarrea, ecc), oltre a far sì che il nostro amico diventi troppo viziato.
Alcune essenze aggiunte ai cibi commerciali per cani sono molto utili per l'apporto di sostanze fitochimiche, minerali e antiossidanti, che assunte a piccole dosi, ma per tempi prolungati, aiutano a prevenire l'insorgenza di alcune malattie e migliorano lo stato di salute di diversi apparati dell'organismo, soprattutto quello gastrointestinale e cardiocircolatorio.
È fortemente consigliato utilizzare i mangimi specifici per soggetti con questa patologia, anche perché in commercio sono disponibili sia in formulazioni secche e sottoforma di bocconcini ed anche in una grande varietà di gusti. Difficilmente con un’alimentazione casalinga si riuscirebbe a formulare un pasto ugualmente equilibrato ed integrato.
Innanzitutto è necessaria una valutazione medica del cavo orale (tenga conto che il gatto Persiano, soprattutto anziano, è predisposto alla stomatite cronica). Il Veterinario deciderà la cura, a seconda della malattia e della gravità. Nel frattempo, somministri al gatto supplementi capaci di contrastare l’alito cattivo e controllare la placca e il tartaro. Scelga inoltre un’alimentazione che, pur appetibile, non peggiori la situazione.
Le diete casalinghe sono difficili da dosare e spesso sono sbilanciate nei loro componenti, comportando facilmente, o sovralimentazione o malnutrizione.
Certo. Gli antiossidanti naturali, essendo dei composti già presenti nell’organismo, sono di fatto più sicuri e meglio tollerati dall’animale rispetto a sostanze chimiche che possono dare origine a forme allergiche.

