![]() |
Gatto:
|
La prima cosa da fare è sicuramente un’attenta rivalutazione medica del cavo orale. In questo caso è necessaria l’estrazione di premolari e molari, allo scopo di impedire l’accumulo di germi della placca, che notoriamente alimentano l’infiammazione e cronicizzano il dolore. Nel frattempo, potrebbe provare ad utilizzare trattamenti locali, utili a controllare con meccanismi naturali la situazione della bocca del suo gatto.
La terra è un elemento naturale che attrae molto i gatti. Non si può sgridarlo per evitare che la usi, perché non capirebbe, dato che per lui è un comportamento normale. Invece si possono mettere delle retine di protezione sui vasi, per impedire al gatto di accedere alla terra.
Purtroppo no. La terapia d’elezione in questi casi è l’intervento chirurgico a cui può seguire una chemioterapia adiuvante la cui utilità è tuttavia ancora dibattuta.
La cosa migliore che può fare è tenere un diario giornaliero in cui annotare: gli orari dell’iniezione di insulina; momento di somministrazione del cibo; dose di insulina somministrata; quantità e qualità di cibo offerta e consumata dal gatto; quantità di acqua bevuta nelle 24 ore. Grazie a queste informazioni, il suo Veterinario potrà valutare l’andamento della terapia ed eventualmente calibrarla meglio in base alle necessità del suo gatto.
Il mantello va curato anche con una regolare toelettatura, abituando il
gatto a farsi spazzolare, giorno dopo giorno. Per rendere il pelo brillante
si può passare uno straccio inumidito con una parte di acqua e una di aceto, oppure si può anche impiegare un guanto per lavare i piatti leggermente inumidito per tirare via i peli morti. Inutile e dannoso è invece lavare il gatto in modo routinario.
Nelle forme croniche lievi una dieta bilanciata e specifica è il modo più corretto per mantenere il gatto sotto controllo, anche perché non esistono farmaci specifici.
La fisioterapia in medicina veterinaria può essere applicata a tutti i cani e i gatti, sia giovani sia anziani, che per diverse patologie neurologiche od ortopediche hanno un deficit di tipo motorio e ai soggetti anziani nei quali l'invecchiamento ha determinato alterazioni del movimento o condizioni di ridotta mobilità.
Porti subito il gatto dal suo veterinario. Con molta probabilità, il suo micio ha risentito del cambio di casa e ha sviluppato una dolorosa “cistite da stress”. Il suo veterinario di fiducia potrà accertare se ci sono altre cause alla base dei sintomi urinari che mi descrive. E potrà anche consigliarle le strategie più adatte per accelerare l’ambientamento del gatto nella sua nuova casa.
No, assolutamente, come già detto nell’articolo l’alimentazione nel gatto diabetico è fondamentale. Sia per quanto riguarda la qualità dell’alimento che deve fornire un alimento altamente digeribile con un contenuto in proteine di elevata qualità e una giusta quantità e qualità di carboidrati, grassi e sali minerali. Sia per quanto riguarda la quantità che deve essere calibrata a secondo che il gatto sia sovrappeso in quanto deve dimagrire o la contrario se è troppo magro deve aiutarlo a acquisire peso. Ma la cosa più importante una volta che il gatto è in terapia, specialmente se usa l’insulina,è la cadenza dei pasti che deve essere rigidamente legata alla cadenza con cui il gatto assume il farmaco, generalmente due volte al giorno. Il gatto diabetico non può assumere cibo in continuazione perché l’assorbimento del cibo provoca un aumento della glicemia che è il parametro che l’insulina deve controllare e che non deve avere oscillazioni anomale durante la giornata.
Il livello elevato di zucchero nel sangue dei cani e gatti affetti da diabete è così grave che determina la presenza di glucosio nelle urine ed è causa della comparsa di sintomi o meglio segni tipici: aumento dell’appetito (polifagia) per sopperire al deficit energetico; perdita di peso per l’ utilizzo del grasso corporeo per produrre energia; aumento della produzione di urine (poliuria) e conseguente aumento della sete (polidipsia).
È una sostanza prodotta dal pancreas un piccolo organo situato nell’addome vicino a intestino e fegato. L’insulina viene rilasciata nel sangue per portarsi tramite i vasi sanguinei nei tessuti. Il suo ruolo è quello di far in modo che le cellule siano in grado di assorbire lo zucchero (glucosio) che gli serve come fonte di energia. Inoltre stimola l’assorbimento nelle cellule di altre sostanze vitali per gli organi e quindi per l’essere vivente come: gli aminoacidi (parte fondamentale delle proteine), gli acidi grassi (necessari per la parete delle cellule), il potassio, il magnesio. Nel fegato l’insulina ha un ruolo fondamentale, per stimolare la produzione di glicogeno (riserva di zuccheri per l’organismo) e grasso e modulare la quantità di glucosio prodotto dal fegato e rilasciato nel sangue.
Il diabete è una patologia complessa causata dalla mancata produzione, relativa o assoluta di insulina, ormone prodotto dal pancreas che controlla i livelli di glucosio nell’organismo. La forma più comune nei gatti è il diabete mellito (1 su 500) che determina iperglicemia (aumento del glucosio nel sangue) e glicosuria (presenza di glucosio nelle urine.
I soggetti più a rischio sono i gatti maschi, castrati e obesi, ma anche la genetica sembra avere il suo ruolo nello sviluppo della patologia.
Si ritiene infatti che la razza Burmese presenti una predisposizione genetica al diabete, che determina una ereditarietà della malattia.
Occorre segnalare il problema al veterinario curante che dopo un’attenta visita clinica al vostro amico quattro zampe, chiederà di portare un campione di urine per poter escludere la presenza di un’infezione alle vie urinarie e/o di calcoli.
I segni clinici sono molteplici e spesso indefinibili ma sempre indice di malessere. In aprticolare, possiamo avere: difficoltà eccessiva durante la minzione; utilizzo frequente della lettiera; urinazioni frequenti al chiuso ed in posti non usuali; sangue nelle urine; agitazione, tendenza a nascondersi e rifiuto del cibo.
Quando incorre questa patologia, è fortemente consigliato utilizzare i mangimi specifici per soggetti malati anche perché in commercio sono disponibili sia in formulazioni secche sia sottoforma di bocconcini ed anche in una grande varietà di gusti. Difficilmente con un’ alimentazione casalinga si riuscirebbe a formulare un pasto ugualmente equilibrato ed integrato.
La filariosi è una malattia molto più comune nel cane, ma colpisce anche il gatto e quando si verifica è quasi sempre letale. Buona cosa è quindi procedere alla prevenzione annche con il gatto. In commercio esistono prodotti specifici per i piccoli felini.
Dipende da quello che il proprietario di animale cerca. Se il proprietario cerca un veterinario di fiducia che sia un po’ come il medico di famiglia, sicuramente un buon ambulatorio veterinario è la scelta che deve fare. Se invece si cerca una struttura che possa dare sempre il massimo dei servizi possibili è la clinica a fare al caso nostro.
Spesso sono presenti più sintomi contemporaneamente: notevole aumento della sete; aumento della minzione perché i reni non sono più in grado di concentrare le urine; diminuzione progressiva dell’appetito fino ad arrivare all’anoressia con conseguente perdita di peso; abbattimento del soggetto; vomito e diarrea; disidratazione.
I fattori sono soprattutto: età avanzata; diete troppo ricche in fosforo, proteine e sodio che possono compromettere il corretto funzionamento del rene; malattie metaboliche (ex. diabete); malattie infettive ed infiammatorie dei reni (nefriti e glomerulo nefriti).
Innanzitutto l'esame del sangue: per valutare un eccesso di sostanze tossiche in circolo (emocromocitometrico e valutazione di sodio e potassio) ma anche per esaminare più nello specifico la funzionalità renale (urea, creatinina e fosforo). Inoltre è bene provvedere all'esame delle urine: per valutare la presenza di proteine nelle urine (proteinuria).
Nel gatto l’assenza di pelo indotta dal continuo leccamento può avere diverse cause: parassiti (pulci), alimenti, sostanze presenti in casa o all’esterno, ma anche stress psicologici, o dolori addominali. Porti al più presto il gatto dal Veterinario che, individuata la causa, potrà mettere in atto la terapia più adatta.
La rogna sarcoptica è effettivamente una zoonosi, cioè una malattia che si può trasmettere dagli animali all’uomo. Per avere una trasmissione da un gatto malato a una persona è necessario però un contatto stretto e prolungato. Se si ha in casa un animale con la rogna, è sufficiente tenerlo isolato durante il periodo della terapia per scongiurare il pericolo di ammalarsi.
È una ghiandola endocrina che produce ormoni (T4 o tirossina e T3 o triiodiotironina) che regolano il metabolismo di tutto l’organismo. Gli ormoni sono sostanze liberate nel sangue capaci di esercitare effetti su organi detti bersaglio.
L’eliminazione inappropriata è un problema tipico dell’invecchiamento, riconducibile ad altre manifestazioni dello stato confusionale del gatto, che presenta una scarsa capacità di gestire le sue funzioni. A questo proposito, possiamo dire che la gestione del gatto anziano deve un po’ riprendere quelle cure parentali che caratterizzano l’accudimento di un cucciolo.

